A distanza di pochi giorni dall’ultima sconfitta casalinga contro la compagine bergamasca, la Dea Atalanta, il Benevento Calcio vede sempre più aperta la porta d’ingresso verso il campionato cadetto di serie B che in virtù dell’ormai scontata retrocessione potrà essere pianificato con largo anticipo.

Bisogna però ripartire da quel che di buono c’è stato e da ciò che hanno costruito giocatori e allenatore in questa ultima fase di campionato sostenuti dalla società e dal grande Presidente Oreste Vigorito.

Ma tornando al calcio giocato e all’ultima partita, senza entrare nel merito di quelle che sono state le scelte tecnico-tattiche e senza discutere su com’è stato giocato questo match, c’è un episodio che lascia tutti a “bocca aperta”.

Ancora una volta la nostra tifoseria ci regala un’emozione unica quando al triplice fischio dell’arbitro chiama la squadra sotto la curva. I calciatori si guardano tra loro quasi imbarazzati, impauriti… Probabilmente, si aspettano una scarica di fischi e di insulti… e intanto con tono riverente, si avvicinano a passo lento verso la Curva Sud. E qui succede il bello!

All’altezza dell’area di rigore, un coro si alza da una frangia di ultrà; cresce con vigore… coinvolge prima tutta la curva e poi l’intero stadio: “Che vinca o che perda… noi siamo sempre qua! A sostener la maglia… sarà quel che sarà!”.

I calciatori stupiti da questo gesto d’affetto applaudono i tifosi; le telecamere di Sky vanno in primo piano su alcuni di loro che con occhi lucidi non nascondono le emozioni di quel momento.

Essere beneventani è anche questo… gioiamo e soffriamo a prescindere dalla categoria ma il sentimento verso i nostri colori è e resterà immutabile!