Il calcio non è solo uno sport. Lo diciamo tante volte, il più delle volte senza pensarci, con l’unico scopo di sottolineare ancora di più la passione per questo sport e per tutto quello che ad esso concerne. Eppure, questa volta dire una frase del genere non è mai risultato così difficile e pesante. Perché è così, il calcio non è solo uno sport e, questa volta, ce lo siamo ricordati nel modo peggiore. Ce l’ha ricordato Davide Astori che a soli 31 anni perde la vita in un modo del tutto paradossale per un atleta professionista. Se lo sono ricordato improvvisamente i suoi compagni della Fiorentina, del Cagliari, della Roma, della Nazionale. Se lo sono ricordato i grandi campioni del calcio italiano, da Buffon a Cannavaro, fino a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di averlo come avversario. Se lo sono ricordato i vertici della Lega, del Coni e tutti le istituzioni sportive, se lo sono ricordato gli allenatori, lo staff tecnico e tutti coloro che lavorano alla grande macchina del calcio italiano. Ce lo siamo ricordati noi tifosi, noi che per la nostra fede calcistica siamo capaci di arrabbiarci per un goal sbagliato, un rigore non dato, una partita persa, noi che seguiamo in ogni mossa i nostri beniamini, fino ad arrivare al punto di conoscerli come se fossero nostri amici.

La prematura scomparsa del capitano della Fiorentina ha scosso talmente tanto il mondo del calcio che ci risulta davvero difficile tornare alla normalità. Chiunque in questi giorni ha postato un ‘immagine o una frase per Davide Astori, dai suoi compagni di squadra, come Saponara che ha lasciato ad Instagram il suo ultimo e commovente saluto, a Bonucci, Perin, Nainggolan. Per non parlare poi della gente comune e dei tifosi viola, che in una lenta e silenziosa processione hanno continuato ad omaggiare il numero 13 della Fiorentina fino all’ultimo saluto. Così come continuano a farlo i tifosi di ogni squadra.

Lo hanno fatto anche i ragazzi della Curva Sud di Benevento, che hanno subito esposto degli striscioni dentro e fuori dal Ciro Vigorito in onore del capitano Astori: “L’onore di una vita non vale il biglietto di una partita: fermate il vostro business senza via d’uscita. Davide vive”, così recita lo striscione esposto immediatamente dopo aver appreso la triste notizia all’interno dello stadio dagli ultras sanniti, segno di rammarico per il ritardo che ha preceduto la decisione di sospendere le gare di campionato. All’esterno del Ciro Vigorito è stato esposto anche un altro striscione con su scritto: “Rip Astori”.  Un gesto che ha suscitato profonda commozione trai fiorentini, pronti a dare il benvenuto ad una tifoseria leale e onesta come quella giallorossa.

Domenica, infatti, bisognerà sforzarsi di tornare alla normalità e scendere in campo perché lo spettacolo, che non è mai apparso così maledetto, deve continuare. Siamo certi che alle 12,30 in un Artemio Franchi gremito così come non lo è mai stato, ci sarà anche Davide, abbracciato, perché no, al nostro capitano Carmelo Imbriani. Vogliamo immaginarli così, sorridenti e sereni, pronti a ricordare a tutti che il calcio, quello vero, no, non è solo uno sport.