Parole belle, delicate, consolanti; evocatrici di sogni, di promesse. Parole che  lasciano sperare; incoraggianti e care.

Parole in rime, scritte da poeti, baciate e musicali. Parole cantate, accennate, balbettate da bimbi adorabili.

Parole non dette ma ascoltate, che lasciano un segno indelebile. Parole che si vorrebbero sentire.

E parole  sfruttate, abusate, traditrici. Parole di promesse non mantenute,  gettate al vento con speranze deluse.

Parole ipocrite, interessate, pronunciate per scopi egoistici. Parole lusinghiere e bugiarde.

Parole d’amore che dicono altro; che suggeriscono ma non non ricordano…; che fanno male, che tolgono.
Parole proferite, ma ingannevoli e manipolate.

La parola “politica”, che dice “noi” ma significa “io”; che annuncia “uguaglianza” ma discrimina; che invoca “popolo” e avvantaggia chi comanda; la forte parola “Patria” che significa “tutti” ma non coinvolge la gente e che la gente non conosce più.