I vaccini sono pericolosi e provocano l’autismo…..meglio prendersi una malattia che rischiare di rimanere danneggiati da un vaccino……le vaccinazioni sono inutili nella prevenzione di malattie come la difterite e la poliomelite che non esistono più…….l’obbligo di vaccinare i bambini è pari alle imposizioni fasciste contro la libertà dei cittadini….e così via, queste solo alcune delle affermazioni di coloro che oggi si oppongono al decreto legge che obbliga alla vaccinazione tutti i bambini e ragazzi in età scolare.

E’ bene ricordare che l’obbligo vaccinale è una misura nata nel nostro paese circa cinquant’anni fa  per contrastare il dilagare di malattie che causavano migliaia di morti fra i bambini. Fino a pochi decenni fa era quasi regola che in ogni famiglia ci fossero bambini che morivano spesso senza che se ne conoscesse la ragione, non a caso il numero dei figli per nucleo familiare era sempre molto alto .

La storia degli antivaccinisti è  antica, un percorso che parte dagli ultimi anni del ‘700 dopo la scoperta della vaccinazione contro il vaiolo da parte di Edward Jenner; già a quei tempi, nonostante solo il 3% dei vaccinati contro il vaiolo morisse poi a causa della stessa malattia, a fronte del 30/40% dei decessi di coloro che non erano stati vaccinati, una minoranza della popolazione continuò a dubitare dell’efficacia della vaccinazione e della sua sicurezza.

Due atteggiamenti che ancora oggi si fronteggiano rivendicando, in nome della libertà individuale, il diritto di rifiutare ai propri figli le vaccinazioni. Alcuni studi comparativi fra le forme di resistenza alle vaccinazioni in passato e nel presente, hanno appurato che le motivazioni addotte sono pressochè identiche: l’idea che i vaccini causino malattie o siano inefficaci, che la loro diffusione sia dovuta agli interessi commerciali, che essi contengano componenti tossici, che vi sia omertà sul numero delle reazioni avverse e che uno stile di vita naturale sia più efficiente dei vaccini contro le malattie infettive, il tutto divulgato e sostenuto in modo populistico e propagandistico.

Perché ricorrere ad un decreto legge che introduce una obbligatorietà nelle vaccinazioni? Molti degli antivaccinisti se lo chiedono. Per Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria, il ricorso all’obbligo è inevitabilenell’attuale contesto di cultura sanitaria del nostro Paese”, l’obbligo rende possibile la mappatura del sistema di prevenzione e lo stato vaccinale dei nostri bambini in modo da confrontarsi con le famiglie e favorire una adesione consapevole a quello che è un diritto dei più piccoli: “essere vaccinati e protetti“. Sempre secondo il Villani  : Quanto al numero di vaccinazioni: “Servono tutte. Quando non sono più necessarie vengono tolte, come accaduto per il vaiolo. Nessuno vuol fare vaccinazioni non necessarie”. 

Le malattie contro le quali diventa obbligatorio vaccinarsi – ricordiamo che contro alcune di esse la raccomandazione alla vaccinazione non era finora obbligatoria – sono precisamente: difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, parotite, rosolia e varicella. E’ bene ricordare che negli ultimi tempi, forse a causa di resistenze alle vaccinazioni, i casi di morbillo nel nostro pese sono aumentati significativamente, obbligando molti  paesi esteri a raccomandare ai loro turisti di vaccinarsi quando vengono in Italia.

È decaduta la proposta al Decreto che prevedeva la sospensione della patria potestà per i genitori che non vaccinano i figli, ma si prevede una convocazione presso l’Asl di competenza per sollecitarne l’esecuzione. Ovviamente sono esonerati dall’obbligo i bambini e i ragazzi già immunizzati a seguito di malattia naturale, e i bambini che presentano specifiche condizioni cliniche che rappresentano una controindicazione permanente e/o temporanea alle vaccinazioni.

La regione Veneto, nella persona del presidente Luca Zaia, dopo scontri con il Ministero della Salute contrario al rifiuto della regione, mascherato da rinvio,  del provvedimento di obbligo sulle vaccinazioni e la condanna della sua decisione da parte di molte forze politiche,  ha deciso di annullare la moratoria che consentiva ai veneti di procrastinare per due anni l’obbligo.

Anche in Francia la ministra della Salute francese ha dichiarato che entro la fine del 2017 verrà presentato un disegno di legge per rendere obbligatori 11 vaccini per i bambini che hanno meno di due anni.

In merito alla questione vaccinazioni, ci preme ricordare che il sottoporre i nostri bambini alle vaccinazioni assicura quella che viene comunemente definita “ Immunità di gregge”, parliamo cioè di quella protezione indiretta che si verifica quando la vaccinazione di una gran parte della popolazione  ( o di un allevamento) finisce con l’assicurare la tutela anche agli individui che non hanno sviluppato direttamente l’immunità. E’ come quando, in un girotondo, coloro che si tengono per mano, chiudendo il cerchio, assicurano protezione a quelli che si muovono liberamente all’interno del cerchio. Nel momento che il cerchio si apre perché uno dei componenti dello stesso lascia la mano del compagno, nulla vieta che all’interno del cerchio stesso possa entrare un elemento estraneo. E’ esattamente il rischio che potrebbe correre la nostra popolazione qualora ci fosse un calo vistoso dei suoi membri vaccinati.

Noi crediamo che la libertà di ognuno sia sacra, ma tale libertà non può e non deve essere esercitata quando è in ballo la salute di chi non può né decidere, né agire autonomamente, ogni genitore ha il dovere di proteggere i propri figli offrendo loro quanto di più moderno e utile sia a disposizione per la loro salute futura. Vorremmo ricordare poi, come qualche amico ci ricorda spesso, che esistono farmaci da banco di uso quotidiano, vedi l’aspirina e tanti altri farmaci di uso comune, che hanno controindicazioni significative che però nessuno prende in considerazione perché “necessari” per curarsi e perchè “si usano abitualmente”.

Crediamo inoltre che la politica “politicante” debba fare un passo indietro in merito al tema in oggetto, non cavalcare gli umori incompetenti e popolari del momento a fini elettorali, come sentiamo troppo spesso attraverso i media,  ma recuperare il suo ruolo nobile e civico che dovrebbe caratterizzarlo e mirare al bene pubblico, con rispetto di tutti, ma anche con il giusto grado di raziocinio nella sua forma più squisitamente etica.