La responsabilità più grande che ha la politica è quella di definire delle linee di indirizzo che possano incidere sul destino della comunità che si vuole rappresentare. È necessario quindi distinguere la vera politica, quella della visione ampia e articolata del futuro con la politica clientelare che punta alla monetizzazione immediata e non ambisce a costruire qualcosa che vada al di là del momentaneo successo elettorale. Adenauer diceva “Il (piccolo) politico guarda alle prossime elezioni, lo statista guarda alle prossime generazioni“, questo frase dà il senso dello scopo vero, alto e nobile della politica, cioè di programmare e progettare il futuro e soprattutto di anticipare i tempi, per governarli e non subirli in maniera passiva.

In questa ottica, noi dell’ associazione La #CittàdiTutti, anche se associazione prettamente civica e territoriale, ma fortemente ancorata ai valori del conservatorismo liberale e del cattolicesimo democratico, riteniamo importante interrogarci sul futuro  di quell’ampia area politica che ha per riferimento i valori sopracitati la quale, nonostante gli errori del passato, ha dato e può ancora dare molto alla modernizzazione del Paese. La forte ondata di malcontento presente oggigiorno,  assume nel Sud Italia e nel Sannio in particolare, connotati di una vera emergenza sociale. Ormai un ampia area d’Italia, il Mezzogiorno, è lasciata galleggiare in un mare di indifferenza e i suoi problemi, benchè specifici e atavici, come mancanza di infrastrutture, inadeguatezza della classe dirigente, emigrazione endemica,  difficoltà di accesso al credito e criminalità diffusa, sono diluiti all’interno di problematiche generali, portando difatti alla scomparsa del Mezzogiorno dal dibattito politico nazionale.

Ricordiamo che il prossimo Maggio ci saranno l’elezioni per il rinnovo del parlamento europeo. In tal contesto e solo in tale contesto il Mezzogiorno viene visto come una macroarea omogenea a cui tocca esprimere un numero significativo di europarlamentari destinati all’Italia. Solo in questa occasione abbiamo l’opportunità di confrontarci sui problemi della nostre aree, in maniera quasi esclusiva, senza correre il rischio di vederle diluite in un dibattito più ampio che alla fine porta lentamente a marginalizzare le nostre esigenze, facendo pensare al Mezzogiorno, non come una area propulsiva che possa giocare un ruolo nel sistema Italia, ma come appendice periferica di scarso rilievo i cui modelli si sviluppo proposti sono quelle della piccola intermediazione, limitate attività produttive e turismo, quasi fossimo una Thailandia del mediterraneo.

Le prossime elezioni europee molto probabilmente saranno le più importanti degli ultimi vent’anni, dato che c’è la forte probabilità che si possa rivedere e ridefinire l’intero sistema comunitario. In tale ottica sarebbe un grave errore vedere il prossimo appuntamento elettorale come una mera formalità, ma è necessario prendere spunto da questa tornata, per avviare un confronto ampio sulle linee di indirizzo che si vuole dare per il recupero del Mezzogiorno e del Sannio in particolare. A tal scopo riteniamo importante avviare una serie di confronti con i movimenti e partiti politici a noi affini, in modo da definire una sorta di manifesto per il Sannio e il Sud, un manifesto fatto di pochi, ma incisivi punti programmatici e relazionati all’interno della macroarea meridionale, di cui noi, baricentrici tra il Tirreno e l’Adriatico ne siamo punto centrale di giunzione.