È irritante che i nostri politici rifiutino (quando lo fanno) di rispondere alle domande dei giornalisti. Bisognerebbe pensare che la gente ha diritto di sapere, di conoscere quello che i suoi rappresentanti vanno combinando.

I politici devono (o dovrebbero?) essere al servizio dei cittadini, che, oltretutto, pagano il loro non indifferente stipendio. La stampa esiste anche per questo. Ci sono, grazie a  Dio, persone non interessate al cosiddetto gossip, come quelle che non trovano niente da leggere quando vanno dal parrucchiere.  È una situazione  imbarazzante che provoca quasi un senso di colpa, ma si può vivere discettando di isole di famosi o di grandi fratelli?

Alcune testate giornalistiche sono in via di estinzione e la TV non aiuta, visto che certe trasmissioni sfruttano l’interesse popolare puntando sui comportamenti non proprio lodevoli dei protagonisti. Si solleticano  sentimenti tutt’altro che nobili ma che fanno salire l’audience. Ci si sta rendendo conto che l’ignoranza sta prendendo il sopravvento, con tutto quello che si porta dietro? Forse, tutto sommato, fa comodo.

Dunque sarebbe opportuno dare spazio a notizie riguardanti presente e futuro della gente, magari non interferendo nella libertà di stampa. Non serve un Olimpo dei potenti, ma governanti colti al servizio di un popolo informato e consapevole.

Comunque,  dal parrucchiere si può  andare con una copia de “I Promessi Sposi“.
(Sento delle voci… «I Promessi… cosa?»)