Apriamo un ragionamento. Facciamolo senza riserve mentali e con l’approccio giusto. La questione è importante e nel contempo interessante. Come contribuire concretamente allo sviluppo turistico della nostra bellissima città? Il quesito non è affatto nuovo. Tante sono state, infatti, nel tempo le dissertazioni e le analisi che, però, non hanno mai sostanzialmente avuto quel riscontro di concretezza che lo straordinario  ritardo avrebbe imposto.

Dato per assodato che le bellezze architettoniche, artistiche,storiche, paesaggistiche, ambientali  etc. sono sotto gli occhi di tutti… e dato per scontato anche il fatto di essere nella maggior parte dei casi ben conservate (anche se non sempre ben tenute) non ha sortito effetti nel tempo,appare evidente che è indispensabile un cambio repentino di rotta. Troppo competitivi sono siti ben noti come Pompei o la Costiera Amalfitana (solo per citarne due) per sperare che si avvii da sola una inversione di tendenza che porti i turisti da quei luoghi… nel nostro Sannio.

Deve, quindi, cambiare la strategia. Questa dovrebbe, secondo me, partire da attenti studi sui flussi nella nostra Regione per poi proseguire con un lavoro costante e preciso affidato a professionisti competenti e fortemente motivati. Affidarsi solo al caso… non serve più. Molti anni orsono, giusto per capirci, si tentò un esperimento assolutamente innovativo che prevedeva l’invito e la permanenza in città per alcuni giorni di operatori turistici stranieri.

Gli stessi girarono in lungo ed in largo per la città. Assaporarono le nostre prelibatezze. Furono spettatori di performances teatrali che narravano la storia della città e le sue tradizioni (in primis quella della strega) . Ebbero, in quella occasione, la possibilità di avere contatti con i loro colleghi italiani e avviarono con entusiasmo  rapporti di interscambio. Fu una sfida… vincente basata sul “venite a vedere e ritornerete”.  Il progetto ebbe dei riscontri a dir poco interessanti sia da un punto di vista quantitavo che qualitativo! Purtroppo quell’esperimento buttò solo le basi per un lavoro che, la “politica”, rese vano. Ci fu un cambio amministrativo e nessuno proseguì in quella direzione. Si ritornò all’improvvisazione e alla teoria della speranza.

Oggi la crisi impone delle valutazioni serie sul futuro dei territori. Il marketing culturale e turistico è diventato indispensabile per ottenere visibilità e riscontri numerici rilevanti. Tra l altro, il vecchio albi della mancanza di posti letto, è stato archiviato definitivamente vista la nascita di nuovi hotel e di tanti B&B oltre che di agriturismi spesso di qualità. C’è solo da rimboccarsi le maniche ed affidarsi a chi ha idee e , soprattutto, è capace di reperire risorse da ben utilizzare. Fare le squadre giuste significa, dunque, poter vincere le partite. E’, quindi , non più procrastinabile la nascita di veri e propri  staff che lavorino sulle possibili collaborazioni europee e che siano messi nelle condizioni di poter far emergere le vere eccellenze che la nostra città ha al suo interno.

Le strategie di marketing turistico richiedono, per comprenderci meglio, un’approfondita conoscenza, inerente:

  • a) il consumatore, che rappresenta la “domanda” turistica; analizzare la domanda di turismo significa quindi comprendere le caratteristiche odierne dei turisti. Lo strumento più usato per capire le necessità del consumatore sono le ricerche di mercato;
  • b) il prodotto: grazie alle ricerche di mercato è possibile realizzare un “prodotto” rispondente alle esigenze del consumatore e determinare il relativo prezzo;
  • c) la distribuzione del prodotto: cioè le modalità e le tecniche per il raggiungimento del cliente; la distribuzione del viaggio, per esempio, avviene in questo modo: i Tour Operator inviano alle agenzie dettaglianti i cataloghi relativi ai viaggi da loro prodotti, accompagnati da illustrazioni. I dettaglianti poi li espongono e li mettono a completa disposizione dei clienti;
  • d) le attività promozionali e pubblicitarie: la pubblicità è uno strumento fondamentale del marketing; suo scopo primario è la formazione dell’immagine del prodotto. La pubblicità serve dunque sia a far conoscere il prodotto che a valorizzarlo.

I possibili canali di comunicazione sono: dépliant, opuscoli, cataloghi, manifesti, vetrine, stampa specializzata, quotidiani, audiovisiv, Internet e, perché no… installazioni e allestimenti teatrali mirati. Detto ciò, concludo, riaffermando che il cosiddetto marketing può essere applicato in tutti i campi ma che, oggi come oggi, per noi potrebbe essere l’unico efficace  strumento capace di creare la giusta consapevolezza dell’importanza del turismo per l’intero sistema economico cittadino. Tutto ciò  unito alla necessità delle imprese ricettive di saturare la loro capacità, alla necessità delle agenzie di viaggio di collocare sempre nuovi prodotti e alla voglia di farsi conoscere dei nostri imprenditori potrebbe per davvero consentire uno sviluppo diversificato e, forse, anche più rapido di quel che si immagini.

Condizione imprescindibile, però, è accelerare i tempi e CREDERCI!