(Serenella Rullo) – Dunque. Notte di capodanno (e ti pareva…). Malore improvviso. Familiari in tilt. Chiama il 118! Numero unico (bella pensata), la centralinista deve smistare. Annuncio: arriva l’ambulanza. Si attende. Si attende. Si ritelefona: non ci sono ambulanze; tempo di attesa due ore. Ma se lo diceva subito? Ok. Guardia medica. Arriva un sanitario che, con tutto il rispetto, sembra uno zombie e non sa cosa fare. Se ne va, senza un controllo e senza una diagnosi, lasciando tutto come era. Finalmente, l’ambulanza con bravissimi volontari, giovani e incoraggianti. Controllano, danno dei consigli: vuole venire in ospedale? Ormai… No, grazie, ricordi… scottanti di un certo intervento recente.

A questo punto, giusto per inaugurare il nuovo anno, si preferisce consultare per telefono (e rompergli un po’ le scatole) il cardiologo di famiglia, e via. Suggerisce un’ipotesi: da verificare, ma è qualcosa! Tutta la piccola, ma non troppo, odissea a Roma,ex caput mundi e – non si sa per quanto ancora – capitale d’Italia. 

In breve, arrangiatevi e pregate. E felice 2019!