(Luciaelisa Luongo) – Il pilota di Formula 1, paraciclista e conduttore televisivo italiano Alessandro Zanardi afferma «Ci si può drogare di cose buone… e una di queste è certamente lo sport». Indubbiamente, infatti, lo sport è sempre stato uno dei punti principali e fondamentali nella vita di ogni individuo.

È mai capitato a qualcuno di vedere un ragazzo con i suoi scarpini colorati correre verso il campo di calcio? O assistere a una partita di pallanuoto con tutti i suoni che avvertono lo scorrere del tempo? Ma anche una avvincente gara di pattinaggio sul ghiaccio accompagnata, magari, da una piacevole colonna sonora?

Tuttavia come si può definire veramente lo sport? Secondo il dizionario della lingua italiana è un semplice sostantivo maschile di origini inglesi, per la gente si identifica in un determinato luogo come un campo da calcio o da basket, una sala da ballo ma anche sulla neve con gli scii però per uno sportivo, soprattutto se adolescente, lo si fa coincidere a un luogo di delizia, nel quale conoscere meglio se stessi e migliorare le proprio abilità.

Significa dimenticare per un’ora il caos della propria vita sia da studente sia da lavoratore oppure un litigio andato male con i propri genitori o colleghi e quel caro amico.

Anche nelle scuole è presente lo sport attraverso la disciplina di educazione fisica che, come spiega Cristina Baroni presidente SIEF (Società Italiana di Educazione Fisica), «Indica una materia che, unica tra tutte quelle nella scuola, ha direttamente di mira il corpo, le sue esigenze, le sue problematiche ed i suoi bisogni».  Concludendo, ha affermato «Lottare perché l’educazione fisica venga potenziata in tutte le scuole di ogni ordine e grado e vengano costruite palestre in numero sufficiente e con tutti gli attrezzi necessari».

Purtroppo secondo i dati dell’ISTAT in Italia il 38% degli individui dai 3 anni in su ha dichiarato di non praticare, nel corso della propria vita quotidiana, né sport né altre forme di attività fisica. Ciò è dovuto o al carico di impegni giornalieri ma anche la volontà che diminuisce in modo sempre più rapido.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la sedentarietà è solamente negativa, conducendo a problemi cardiovascolari, tumori e diabete.

Al contrario i vantaggi dello sport sono numerosi come:

  • prevenire e ridurre l’osteoporosi;
  • ridurre il rischio di morte prematura;
  • anticipare l’ipertensione;
  • ridurre sintomi d’ansia;
  • soprattutto nei giovani schiva i comportamenti a rischio come l’uso di tabacco,alcool e sostanze stupefacenti; favorendo invece il benessere psicologico con la rinascita, in sé stessi, dell’autostima.

Gli atleti disabili, invece, vivono lo sport non come fisioterapia bensì come conoscere se stessi. Essi vivono le competizioni per realizzarsi, per vincere i propri limiti e i risultati sono spesso notevoli poiché il desiderio di redenzione è molto forte.

Quindi, se si tratti di un bambino o un adulto oppure un disabile, lo sport è un mezzo offertoci non per sfociare in una sfida e decretare il migliore ma per la nascita di nuove amicizie. Oppure la palestra deve essere un conoscere e migliorare se stessi ma senza usufruire di integratori o farmaci per poi rovinarsi.

Lo sport è maturità ed autodeterminazione non egoismo e vanità.