immigrati_lampedusa1Arrivano da Eritrea, Siria, Africa Centrale, Afghanistan, con la paura negli occhi e la speranza di ricostruire la propria vita secondo canoni più umani e civili, sono i tanti immigrati che giungono ormai da qualche anno nel nostro paese attraversando il mare in barconi, quasi sempre di fortuna, e viaggiano accalcati, derubati, brutalizzati, per cambiare la propria vita. I più vogliono solo passare per l’Italia per raggiungere altre destinazioni, in genere paesi dell’Europa settentrionale, migranti il cui numero è in continuo aumento a causa del blocco di Schengen stabilito dal G7 tedesco e che ha dato vita, nel continente europeo, a tante Lampedusa. Sono per lo più persone, si bisogna ricordare che sono persone, che cercano di sfuggire a guerre, carestie e povertà e per farlo sono disposte anche a mettere a rischio la propria vita, condizione estrema che dà la misura della disperazione dei tanti che giungono sulle nostre coste, individui che rivendicano il loro diritto alla vita e a scegliere il luogo dove condurla, un diritto che però il regolamento di Dublino nega inchiodandoli nel paese in cui non vogliono stare, cioè l’Italia.

Abbiamo già parlato delle difficoltà in cui si trova il nostro paese a fronte di tale esodo e della solitudine in cui l’Europa ci lascia nella sua risoluzione, ma è opportuno, a questo punto, riferire delle innumerevoli prese di posizione che le diverse forze politiche, la Chiesa ed i semplici cittadini  manifestano in merito.

Pope Francis during his weekly Wednesday General Audience in St.Peter's Square, Vatican City, May 20, 2015. FABIO FRUSTACI

In primis le parole caritatevoli di Papa Francesco, secondo il quale “E’ un attentato alla vita non aiutare i migranti in mare”, “amare la vita è prendersi cura dell’altro”,  “invochiamo il perdono per chi non accoglie gli immigrati”, “non basta essere tolleranti” , “nessun paese può rispondere da solo all’emergenza” e “ostilità e diffidenze anche da parte di cristiani”,  parole importanti che sono affiancate però da un suo oscuro giudizio quando paragona la “piaga dell’aborto” agli immigrati morti nel canale di Sicilia. A fronte di tali impeti caritatevoli però, Matteo Salvini, leader della Lega Nord, afferma : “ Darei a loro il Daspo: portano scabbia, tubercolosi ed ebola”, riferendosi in merito alla Daspo alla decisione della questura di Roma di impedire l’accesso allo stadio ad un tifoso napoletano. Parole durissime poi nei confronti degli immigrati colpevoli di portare malattie : “Chiedete ai medici chi porta la scabbia e la tubercolosi. Non vengono dalla Svizzera, ma dall’Africa……… e c’è anche l’Ebola, che è nel centro dell’Africa e speriamo non arrivi “. Alle parole di carità e ammonizione di Papa Bergoglio, Salvini risponde duramente :  “noi non abbiamo bisogni di essere perdonati” e invita il Vaticano ad ospitare direttamente quanti stanno arrivando nel nostro paese.

Poiché però le parole non costano nulla, al coro si aggiunge anche Grillo, leader del Movimento 5 stelle,  che avanza l’ipotesi di una serie di provvedimenti che possano affrontare il problema immigrazione : un giro di vite sui permessi di soggiorno per protezione umanitaria che solo l’Italia concede in modo largo, una sorveglianza più stretta dei profughi nei centri di accoglienza, un rimpatrio forzato di quanti si vedono respinta la domanda di asilo ed una stretta nella procedura dei ricorsi contro il diniego di asilo. Parole quasi sorprendenti da parte di un movimento che solo qualche mese fa ha organizzato una manifestazione a favore delle vittime di un  naufragio nel Canale di Sicilia ponendo 700 barchette di carta davanti al Parlamento Europeo di Bruxelles e dichiarando, per bocca dell’eurodeputato Ignazio Corrao, che: «Il tema delle stragi nel Mediterraneo è centrale, ci aspettiamo che tutti gli Stati europei si rendano conto che non si può lasciare l’emergenza soltanto a chi si trova al confine. Bisogna riprendere l’operazione search and rescue», infatti sosteneva: “Perchè bisognava salvarli non bloccarli”.

Inevitabili le parole del presidente del PD Matteo Orfini, responsabile e portavoce delle scelte del Governo Renzi in merito all’accoglienza dei profughi, che, riferendosi a Salvini e Grillo tiene subito ad affermare che tali posizioni confermano il fatto che “dopo le proposte sull’immigrazione manca solo che Grillo si iscriva alla Lega. Perché alla fine gli sciacalli si ritrovano sempre a destra”.

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Parole e parole dunque che scaldano gli animi, ma non risolvono i problemi, perché questi hanno bisogno di atti concreti non sempre né facili né indolori; l’accoglienza è insita nell’animo dei cittadini del nostro paese, prova ne è l’atteggiamento dei tanti siciliani che hanno ospitato, nel tempo e  sine conditio, i tanti disperati arrivati sulle loro coste; le soluzioni, difficili ma non impossibili, richiedono infatti serenità di giudizio e concordia operativa, coinvolgimento politico, anche internazionale, ma soprattutto impongono di ricordare che, nel rispetto delle leggi e delle culture diverse, parliamo di persone che, come noi, hanno diritto a vivere.