È  un piacere assistere, attraverso  la televisione, alle “sedute ” in Parlamento o al Senato. L’atmosfera di correttezza, di rispetto reciproco, di  concentrata attenzione verso chi esprime idee e progetti utili a tutti è serena. Nessuno osa interrompere o contraddire: ognuno aspetta il proprio turno per intervenire, sia dello stesso partito o dell’opposizione.

Quando lo fa, è con estrema cortesia.

Il linguaggio è forbito ma comprensibile ed è un piacere ascoltare il pensiero di chi si impegna in politica con dedizione verso il Paese, senza minimamente curarsi di interessi privati.

Chi ha la responsabilità più  grande,  cioè  chi ha la maggioranza,  espone i progetti che diventeranno leggi e, quindi, si apre il contraddittorio. Con ordine, a turno, i rappresentanti  delle varie correnti si dichiarano d’accordo o contrari, mentre l’uditorio è attento e silenzioso. Nessun intervento inopportuno, nessuna espressione aggressiva, nessuna scorrettezza, anche se qualche volta c’è molta foga nell’esposizione, a dimostrazione del sincero interesse per il bene comune.
Il presidente dell’assemblea non deve mai intervenire per placare animi esacerbati o richiamare a un linguaggio consono al luogo: ognuno mostra rispetto per i pareri esposti dalle parti “avverse”. In successivi interventi, tutti possono esprimere condivisione o meno, dimostrandosi preparati, colti e consapevoli del loro dovere.
Alla fine, la  seduta è tolta, tra cordiali saluti, perché c’è  la consapevolezza di avere operato al meglio…