Tutto pronto per l’apertura della XIII edizione del Social Film Festival ArTelesia, la rassegna internazionale dedicata al cinema sociale che, dal 24 al 28 novembre 2021 animerà Benevento e porterà il pubblico a riflettere e confrontarsi su temi sensibili attraverso proiezioni, rappresentazioni e incontri. Ad inaugurare il Festival, in streaming mercoledì dalle ore 19:00 (www.socialfilmfestivalartelesia.it), le celebrazioni per i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta con la proiezione del mediometraggio “La Verona di Dante” e l’incontro con i registi e attori Claudio Santamaria e Francesca Barra. In serata, alle ore 20:30 al Cinema Teatro San Marco, l’atteso spettacolo “Up and down” con Paolo Ruffini e gli attori della Compagnia Mayor Von Frinzius – regia Lamberto Giannini: comica e commovente l’opera racconta delle relazioni umane, un’indagine diretta e poetica sulla società. Con ironia e irriverenza gli attori accompagneranno gli spettatori in un viaggio che racconta la bellezza che risiede nelle diversità, una diversità che contagerà il pubblico con la “Sindrome di UP”!

Sono 45 i film selezionati per il Concorso Internazionale, sui 1600 iscritti tra corto e lungometraggi, di cui 2 anteprime mondiali, e tanti i volti nomi del cinema e del teatro che si alterneranno sul palcoscenico del Teatro San Carlo: da Paolo Ruffini a Lina Sastri, da Andrea Roncato a Claudio Santamaria e Francesca Barra in collegamento e molti altri.

Questo festival è la dimostrazione che la disabilità non rappresenta un limite alla creatività e alla partecipazione alle attività culturali e sociali”, spiega Francesco Tomasiello, il trentatreenne sannita ideatore della rassegna, organizzata dall’Associazione Libero Teatro di Mariella De Libero e con la direzione artistica di Antonio Di Fede. “Purtroppo, ancora oggi, registi, produttori, distributori non lavorano in maniera inclusiva, per interpretare ruoli di persone con disabilità non vengono scritturati attori con disabilità”. Il Festival si pone un obiettivo importante: utilizzare la settima arte come strumento per veicolare messaggi dal grande impatto sociale, su cui riflettere con senso critico e sentirsi coinvolti attivamente, come attori di un cambiamento sociale a cui dare voce.

La XIII edizione mette al centro il tema della Rinascenza, una ripartenza che trova nell’arte il suo strumento privilegiato, per affrontare i cambiamenti sociali, di cui il Festival è attento occhio e abile scrutatore: dall’omofobia alla violenza contro le donne, dal bullismo alla lotta per diritti fondamentali, dall’immigrazione all’integrazione, dalla solitudine alle domande sulla fine della vita, dai conflitti mondiali alla guerra contro i lasciti della pandemia, dalla disabilità alla diversità in tutte le sue forme come espressione di bellezza e ricchezza.

Tra gli eventi da non perdere la prima di “Selfiemania” (sabato 27 novembre, ore 20:00), una coproduzione tra Italia, Austria e Russia con Milena Vukotic, Andrea Roncato, Caterina Murino e Bianca Nappi, narrazione di un tema attualissimo in più episodi diretti rispettivamente da Francesco Colangelo, Elly Senger-Weiss, Willem Zaeyen ed Elisabetta Pellini; il racconto “Appunti di viaggio” (domenica 29 novembre, ore 21:00), di e con Lina Sastri, è la narrazione intima della sua carriera, dal debutto alle prime esperienze teatrali con Eduardo e Patroni Griffi, dal cinema alla musica, all’invenzione del suo teatro musicale.

Anteprime mondiali in esclusiva per il Social Film Festival ArTelesia anche per la sezione documentari, i film “Con le nostre mani” e “The Passengers”. La prima è una storia di barriere e limiti superati, una immersione quotidiana nella vita di due anziani, Anna e Giovanni, affetti entrambi da discapacità fisiche con la voglia di realizzare il loro desiderio di rimettersi in viaggio per abbracciare i propri cari. É sempre un turbine di emozioni e sfide quello in cui conduce lo spettatore il film “The Passengers, in viaggio verso un posto chiamato casa”, che racconta l’“Housing First”, filosofia che mette l’abitare sociale al centro della propria azione, tra convivenze spesso conflittuali e tortuosi percorsi di vita, in cui emerge il senso di una via possibile per il reinserimento sociale di una fascia di emarginati.

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre, ArTelesia ospiterà la proiezione dei cortometraggi selezionati dalla Giuria School and University, con dibattito moderato dagli studenti. Evento nell’evento sarà L’anteprima nazionale della pièce “Il nome potete metterlo voi”, di Mauro Mori, rappresentata contemporaneamente in 50 città italiane con 50 attrici diverse. Per il Social Film Festival Artelesia sarà Barbara Villa a interpretare la storia di una donna che si racconta attraverso i personaggi femminili della letteratura.

L’anniversario dei 700 anni dalla morte di Dante per la sezione “Rimembranza” verrà invece celebrato con la proiezione de “La Verona di Dante” con Claudio Santamaria e Francesca Barra.

Il 26 novembre, prima della serata di gala, condotta da Pino Strabioli, il Festival ospiterà uno splendido omaggio a Nino Manfredi, in occasione del centenario della nascita, con il docufilm “Uno, Nessuno, Cento Nino”, un ritratto intimo e affettuoso, impreziosito da aneddoti divertenti raccontati dall’attore stesso, dalla moglie, dai figli e dai nipoti. Un documentario scritto e diretto dal figlio Luca e arricchito dalle testimonianze di amici, registi e colleghi, come Elio Germano, Edoardo Leo, Massimo Ghini, Nancy Brilli, Enrico Brignano, Johnny Dorelli, Walter Veltroni, Massimo Wertmuller, Lino Banfi. A seguire l’intervista con Luca Manfredi e la consegna del riconoscimento speciale.

In serata, il Cinema Teatro San Marco accoglierà ospiti del panorama nazionale ed internazionale che giungeranno nella città di Benevento per la cerimonia di premiazione dei film vincitori.

E poi le proiezioni dei film in concorso visibili, oltre che nelle sale in presenza, anche accedendo al sito del festival www.socialfilmfestivalartelesia.it 

Questo e molto altro è il Social Film Festival Artelesia, messaggero di senso verso il mondo dei giovani e portavoce del loro universo al mondo adulto, occhio attento di indagine e voce amplificatrice, in cui il cinema è il media fondamentale scelto per il dialogo osmotico tra le parti. Perché, come afferma il regista Ingmar Bergman “Non c’è nessuna forma d’arte come il cinema per colpire la coscienza, scuotere le emozioni e raggiungere le stanze segrete dell’anima”.

 

I FILM IN CONCORSO

SEZIONE ANTINOO D’ORO

(film a tema omosessualità)

 

AMOR FATI, di Luca Immesi (ITA, 2020, 12’)

Claudia e Silvia stanno trascorrendo un tranquillo weekend in montagna. Tutto sembra andare bene fino all’arrivo dell’ex fidanzato di Claudia, Michele, che scatena un sadico gioco dal finale imprevedibile.

 

I’VE GOT ROOM, di Eva María Milara Madrid (SPA, 2020, 9’)

Kevin va a casa di Leo dopo essersi incontrato su una rete di appuntamenti. La timidezza di Kevin contrasta con la sua esperienza in questi tipi di incontri, ma Leo prende la relazione più intensamente.

PAPPO E BUCCO, di Antonio Losito (ITA, 2020, 15’)

Elia ed Aldo sono due ex clown. I due vivono insieme da anni, isolati da tutto e da tutti. Aldo chiede da tempo ad Elia di aiutarlo a smettere di soffrire a causa della sua malattia. Elia cerca in tutti i modi di dissuaderlo, fino a quando si rende conto che la situazione è più grave di quel che pensa. Due ex clown isolati dal mondo. La malattia, l’amore, la tenerezza.

AYESHA, di Shriya Rana (USA, 2020, 8’42’’)

Ayesha, una donna gay indipendente che lotta per condurre una vita normale in una società omofoba, prende posizione contro il proprio fratello regressivo. Ispirato da eventi reali, Ayesha è un’ode a ogni omosessuale che lotta contro ogni repressione solo per respirare.

THE GOLDEN GATE, di Pietro Pinto (USA, 2020, 15’)

Un giovane ragazzo gay, Max, con la passione per la fotografia, trova la forza di opporsi alle violenze e all’omofobia della madre, riscrivendo per sempre il suo passato e il suo presente.

SEZIONE DIVABILI

(film a tema disabilità o recitati/diretti da disabili)

ALIENATION, di Massimiliano D’Angelo (ITA, 2021, 15’)

Ispirato da uno studio sulla trilogia “dell’incomunicabilità” di Michelangelo Antonioni. Mikaela è infelice e lotta ogni giorno per trovare il giusto equilibro tra ciò che è giusto e ciò che vuole. E’ sempre accettabile mettere la propria felicità davanti a tutto il resto, anche quando non è la scelta moralmente più corretta?

CLOSE YOUR EYES AND LOOK AT ME, di Andrea Castoldi (ITA, XX, 5’)

Giulia nella vita ha imparato a guardare il mondo tenendo gli occhi chiusi e a leggere le parole dalla parte della schiena, la parte dietro, quella che non si vede, quella che non si dice…

 

L’ALBERO DI CILIEGIE, di Alessia Scali (ITA, 2020, 8’52’’)

Salvatore ha poco più di sessant’anni ma soffre già di Alzheimer. Vive in una grande casa con Ester, la sua unica figlia, e ogni giorno, nel suo laboratorio, aggiusta un vecchio carillon dentro il quale una piccola bambola gira sulle note di una nostalgica melodia. Quella musica e la ballerina gli ricordano sua moglie, Mariuccia, morta da tempo. E quando il suo ricordo si trasforma in tristezza arriva Ester che si traveste da sua madre perché questo è l’unico modo per avere un rapporto con lui, ma non solo.

LIMIT, di Javad Daraei (IRAN, 2017, 7’)

Qualcuno in una zona tranquilla ha chiesto aiuto alle persone che vede finché qualcuno non entra in casa e all’improvviso…

PIANO, di Lorenzo Vitrone (ITA, 2020, 7’40’’)

Mattia è un ragazzo disabile che deve tornare a casa, ma l’ascensore del suo palazzo è bloccato. Suo fratello luca non è disponibile per aiutarlo. Mattia decide così di arrampicarsi su per la rampa delle scale fino all’ascensore. Gradino dopo gradino, Mattia decide di continuare la scalata fino a casa, non senza sorprese.

TATATA, di YiYangSun (CHI, 2020, 4’26)

Sulla base della ricerca, delle interviste e delle registrazioni delle tre condizioni di Insensibilità Congenita al Dolore, Condropatia, Sindrome di Marfan, la regista ha realizzato queste tre animazioni, tre entità scultoree che riproducono la forma fisica dei tre tipi di personaggi malati. Esse rappresentano il corpo come mezzo comune per stabilire connessioni emotive intorno a noi.

SEZIONE CORTOMETRAGGI

ADAM, di Pietro Pinto (ITA, 2020, 15’)

In un mondo distopico dove la morte non esiste più, Adam proclama la sua umanità rivendicando per sé la scelta liberatoria di una vita mortale.

FACEBOOM, di Massimo Fanelli (ITA, 2020, 15’)

Il mondo si sveglia e si rende conto che i social network non funzionano più. Beppe e Arianna vivono un rapporto complicato che viene esacerbato da questo evento mentre il resto della popolazione cede ai comportamenti più strani e grotteschi, metafore della vita virtuale contemporanea.

HOMELESS, di Luca Esposito (2021, ITA, 5’)

Sotto gli sguardi assenti dei passanti un senzatetto di Philadelphia cerca di mostrare al mondo l’unica cosa che gli appartiene.

LA CONFESSIONE, di Benedicta Boccoli (2020, ITA, 15’)

Una giovane ragazza decide di confessare a un prete di fiducia un importante segreto. Il prete non le crede.

LA GRANDE ONDA, di Francesco Tortorella (ITA, 2020, 15’)

La svolta imprenditoriale di una delle più efferate e potenti organizzazioni criminali del pianeta: la ‘Ndrangheta, raccontata attraverso la vita e la morte di un uomo comune

LE MANI SULLE MACERIE, di Niccolò Riviera (ITA, 2019, 15’)

Un padre e un figlio lottano ogni giorno per preservare la loro attività di mandriani dopo un violento terremoto che si è portato via il paese, gli affetti e qualsiasi speranza di una vita normale. Un western moderno che racconta la lotta di due uomini rimasti soli e disposti a tutto pur di non perdere la propria identità, le proprie tradizioni e la speranza di mettere giù nuove fondamenta capaci, questa volta, di resistere ad ogni terremoto.

LO SPIONCINO, di Tiziana Martini (ITA, 2021, 6’)

Ispirato a una storia vera. Gli occhi di due donne, trincerati dietro lo spioncino dei loro portoni, che affacciano sullo stesso pianerottolo, vedono consumarsi il dramma di un uomo ubriaco, chiuso fuori di casa da sua moglie: una delle due donne. Il silenzio della notte è rotto dal dolore che si mescola alla paura, all’angoscia, alla rabbia, all’amore… Ma cosa accade quando una delle due porte si apre?

MOUSIE, di David Bartlett (UK, 2019, 17’)

Berlino 1936. Hitler presto ospiterà le Olimpiadi e le strade verranno “ripulite” dagli ebrei e dai rom zingari. Una bambina rom di sette anni, Hélène, si nasconde in un vecchio club della Weimar, protetta dalla ballerina Katharina che ha intenzione di sfuggire al nazismo e portare con sè la ragazza in America. Ma Hélène non si ferma un attimo: furtivamente, il “topolino” vede tutto, compreso l’arrivo dell’SS Hauptführer Otto, un goffo coscritto dell’esercito tedesco. Facendo goffamente delle avances a Katharina, l’ufficiale ora è a pochi centimetri dalla scoperta di Hélène; le decisioni devono essere prese in fretta e solo l’ingegnosità della bambina la potrà salvare.

NINNAÒ, di Ernesto Maria Censori (ITA, 2020, 20’)

Nei primi del Novecento, in una dimora aristocratica, la padrona ha appena partorito. Il bambino, però, è nato morto. Nella stessa casa, una domestica ha diciotto anni e un figlio da allattare. La prima desidera essere madre ad ogni costo, l’altra un futuro diverso da quello già scritto per lei. L’ incontro fra le due le porterà a confrontarsi con i loro desideri più profondi e a compiere una scelta che cambierà radicalmente le loro vite.

PER NON SPARIRE LENTAMENTE, di Simone Fiorentino e Alan Francis Gordon (ITA, 2021, 16’)

Sono tempi un po’ duri per Fabio, giovane musicista romano e per le persone attorno a lui. Tutto sembra sospeso mentre tutti lottano per tenere a galla i propri sogni, desideri, relazioni e soliti problemi. Qualcuno, però, riesce a ricordargli il valore delle cose che ama di più.

PER UN PUGNO DI LIKE, di Federica D’Ignoti (ITA, 2020, 14’)

Anna è un’anziana attrice teatrale, al finir della sua carriera, che l’ha vista calcare palchi prestigiosi, acclamata dal pubblico e dalla critica. Anna, però, ha il pallino di non aver avuto un ruolo importante a livello cinematografico e che il pubblico potrebbe non ricordarsi di lei, per sempre. Oggi però le cose sono cambiate: l’unico pubblico che conta è rappresentato dai followers e ha gusti, interessi e metodi di comunicazione diversi. Anna, però, è una donna testarda.

RIPARTENZA, di Romeo Conte, Simona De Simone, Nello Ferrara, Matteo Querci, Tommaso Santi

(ITA, 2020, 8’)

L’arte da cinque punti di vista: il Cinema, la Pittura, la Danza, la Musica e il Teatro. E poi d’improvviso il vuoto lasciato dal Covid: come per ogni spazio della vita anche l’arte vive un lungo momento di sospensione. E infine la ripartenza. Cinque registi si uniscono in un’opera corale che è un omaggio alla resilienza degli artisti di sopravvivere ad ogni avversità.

RED SHOES, di Isabella Weiss di Valbranca (ITA, 2020, 6’46’’)

Red shoes è la storia dell’attivista Daniela Falanga, all’anagrafe Raffaele, primo figlio di un boss mafioso in Campania. Il viaggio di Daniela per diventare ciò che è ora è stata una lotta, contro la sua famiglia criminale e la società sessista. Oggi è la prima donna trans ad essere Presidente di Arcigay Napoli e si batte per i diritti LGBT. Ha un fidanzato transgender, Ilario, e vogliono avere un figlio tutto loro.

SOLA IN DISCESA, di Claudia Di Lascia (ITA, 2020, 6’)

In un ascensore simbolico, una donna ripercorre la sua vita e incontra tutti gli uomini che hanno abusato di lei fisicamente o psicologicamente. Viviamo in soggettiva, attraverso gli occhi della protagonista, le azioni, simboli di violenza nei confronti di tutte le donne. Nel frattempo, l’ascensore scende e la protagonista diventa via via più giovane fino a diventare una bambina. “Il rispetto per le donne si impara fin da piccoli” recita un cartello in sovrimpressione.

SOLAMENTE TU, di Emanuele Locatelli (ITA, 2021, 20’)

Un manager e la sua azienda. Il potere, l’avidità, il declino. Quando si infrangono i rapporti sociali che la ricchezza presupponeva, sembra non restare altro che un legame di fedeltà: quello con un cane.

SULLE PUNTE, di Ulisse Lendaro (ITA, 2020, 8’)

Sul palco, davanti alla commissione di una prestigiosa accademia di danza francese, qualcosa tormenta Camilla. Ha preso il posto di Sara, la sua migliore amica, che si è dovuta ritirare perché vittima di un misterioso incidente. Ma si è trattato veramente di un incidente? Riuscirà Camilla a ballare nonostante il peso di un segreto troppo grande da nascondere?

THE COVID CONSEQUENCESE, di Giorgio Comaschi (ITA, 2021, 3’41’’)

Lo scenario di Bologna, una mattina qualunque, due ragazzi che camminano immersi nei loro pensieri. A un certo punto, il caso li riunisce all’angolo di una strada. Un attimo, un ritardo nello sguardo, una scintilla. Ma quegli sguardi si ritroveranno, lo stesso giorno, per le vie del centro. Fino ad arrivare all’incontro che riserverà una bella sorpresa.

THE FIRST LOOK, di Jacopo Manzari (ITA, 2020, 15’)

Aprile 2020. È in vigore il lockdown per emergenza Covid e il trentenne Mattia passa la quarantena in solitudine, nella sua casetta di campagna. Per lo più dorme e gioca ai videogame, indifferente alle sorti del mondo. A risvegliare il suo interesse è la visuale su una casa e una famiglia di vicini che non aveva mai notato. Armato di macchina fotografica ruba scatti della loro quotidianità, raccogliendo dettagli sempre più inquietanti su cosa accade davvero in quella grande casa. Fino a quando guardare da lontano non sarà più sufficiente. E Mattia dovrà agire.

THE NEW WORLD, di Adelmo Togliani (ITA, 2020, 15’)

Il prossimo futuro. Le persone non comunicano più, se non all’interno di una realtà virtuale chiamata Néo Kósmo. È possibile accedere a questo mondo “parallelo” solo collegandosi tramite caschi di realtà virtuale. In una famiglia borghese composta da padre, madre e due figli adolescenti è in atto un vero e proprio processo di dissociazione dalla realtà. Genitori e figli trascorrono intere giornate nel Nuovo Mondo: lavorano, studiano, si incontrano. In casa regna il silenzio assoluto. Alésia, l’atmosfera androide della famiglia, rendendosi conto che il processo di deriva sociale è irreversibile, è intenta a proteggere il figlio più piccolo della famiglia, non ancora iniziato nella nuova dimensione.

THE RECESS, di Navid Nikkhah Azad (2021, IRAN, 11’36’’)

La diciassettenne Sahar è determinata a guardare la sua squadra di calcio preferita giocare per il campionato. Non potendo partecipare a eventi sportivi da donna, Sahar si traveste da ragazzo con l’aiuto dei suoi amici. Le cose prendono una svolta tragica quando il travestimento di Sahar viene scoperto. Ispirato da eventi reali, The Recess esplora l’oppressione di genere nella società iraniana.

THE WEDDING CAKE, di Monica Mazzitelli

Una giovane donna è costretta a prostituirsi per saldare i debiti dell’ex marito. Il suo destino è narrato attraverso le miniature Playmobil e una torta nuziale che scompare insieme alle illusioni della donna. L’obiettivo di The Wedding Cake era la creazione di un cortometraggio che trasfigurasse il contenuto narrativo, una storia vera, in un’opera dal valore estetico, utilizzando forme d’arte contemporanee e innovative. Si intendeva dare l’opportunità di sperimentare i sentimenti di una donna vulnerabile attraverso una metodologia inconsueta.

SEZIONE LUNGOMETRAGGI

ANOTHER SELF, di Amir Tavakkoli (IRAN, 2020, 95’)

Nata in una famiglia tradizionale iraniana, Kaveh – alias Kimia – cammina travestita da donna. Per potersi sottoporre all’ intervento chirurgico per diventare una donna, ha bisogno dell’approvazione di suo padre. Ma suo padre non darà il consenso per l’intervento chirurgico a causa di convinzioni fanatiche estreme; Kaveh deve fare di tutto per poter sottoporsi all’intervento chirurgico e porre fine alla sua sofferenza.

DIVERSAMENTE, di Max Nardari, (ITA, 2021, 85’)

Diversamente è un film ad episodi, 5 storie che, attraverso il linguaggio fresco e immediato della commedia, trattano tematiche a sfondo sociale, mettendo in luce la diversità nei suoi più svariati aspetti. Ogni episodio è dedicato ad un tema di attualità: precarietà del lavoro, omofobia, razzismo,

adozioni, dialogo interreligioso.

FREE LIBERI, di Fabrizio Maria Cortese (ITA, 2020, 94’)

Cinque anziani ospiti della casa di riposo dell’Opera Don Guanella di Roma, annoiati dalla vita quotidiana e delusi per il distacco dei loro affetti più cari, decidono di fuggire verso la Puglia per realizzare il sogno della loro vita: si tratta di Rocco, trader fallito, suo fratello Luchino, cuoco ossessivo compulsivo, Antonio, ex-capitano di lungo corso, Erica, ex- cantante cardiopatica e Mirna, arrivata in Italia dalla Serbia allo scoppio delle guerre jugoslave. Innamorati dell’avventura che Mirna sta per intraprendere per ritrovare il pluriricercato Dragomir, suo vecchio amore creduto morto ma in realtà nascosto da decine d’anni nel Salento, i quattro si uniscono al viaggio. Sono certi che la loro vita cambierà per il meglio una volta incontrato potente criminale.

SEZIONE SCHOOL & UNIVERSITY

COLOURS, di Ermanno Dantini

Luca, un bambino di sette anni, ha da poco perso la madre in un incidente d’auto. La storia di un bambino coraggioso e forte, che saprà riportare colore nella vita del padre, sempre più sprofondato nel nero della depressione.

GENERAZIONE.ZERO.SHORT. di Giuseppe Celentano (XX)

Mario, uno studente maltrattato da alcuni suoi coetanei che gli hanno reso la vita difficile con la violenza e il cyberbullismo, è scomparso. gli inquirenti pensano al suicidio. Gli interrogatori ai compagni, ai professori, ai parenti, fanno emergere l’indolenza e la ferocia, l’ironia e la spietatezza di loro. La storia vuole rappresentare un fenomeno preoccupante, il bullismo, molto diffuso tra gli adolescenti, e questo dovrebbe farci pensare come genitori, educatori o semplici spettatori.

 

IL FABBRICANTE DI SCINTILLE, di Valerio Marcozzi (ITA, XX, 5’47’’)

Il Fabbricante di Scintille è un personaggio di fantasia, “un cupido senza voce” che attraverso le sue magie riesce a scaldare diverse emozioni.

Lui, tipo assai misterioso, vive nel suo laboratorio e crea la magia più potente al mondo: la Scintilla.

 

LA FELICITÀ, di Marco Di Gerlando e Ludovica Gibelli (ITA, 2021, 20’)

Rachele ha appena cambiato città e deve presentarsi ai suoi nuovi compagni di scuola…

 

LA SPADA DI GOMMA, di Luigi Russo (ITA, 2020, 11’42’’)

Un agente segreto, una donna da liberare e un bambino da salvare, sono gli ingredienti di questo corto pieno di azione, colpi di katana e colpi di scena. lasciatevi sorprendere da una storia tanto breve quanto emozionante.

MILA, di Cinzia Angelini (ITA, 2021, 18’50’’)

Mila è una storia di guerra che assume la prospettiva di un bambino. Ispirato alle storie della Seconda Guerra Mondiale della madre del regista, il personaggio di mila rappresenta il meglio dell’umanità. Sebbene abbia perso tutto – la sua famiglia, la sua casa, la sua pace – si aggrappa ancora alla speranza. Con un po’ più di immaginazione e umanità, Mila riesce ad avere un profondo impatto sugli altri, incluso uno sconosciuto premuroso che la salva.

NONNO MATTEO, di Fabio Teriaca e Juan Pablo Etcheverry (ITA, XX, 8’)

Sono passati ormai tanti anni da quando, la non più giovane protagonista, trascorreva del tempo a giocare nella vecchia liuteria del Nonno. Ma le basterà ritornare in quei luoghi ormai dismessi per rivivere quei ricordi e il calore che dietro ogni abbraccio e consiglio di vita, si celava in quella figura tanto amata. Figura importante che, come tante in questi giorni, si sono spente in solitudine a causa della pandemia.

REVENGE ROOM, di Diego Botta (ITA, 2021, 20’)

Federica si è rinchiusa nella sua camera da letto e non vuole uscire. Decine di messaggi provocatori e volgari da sconosciuti arrivano sul suo smartphone. Il suo ex fidanzato, Davide, si risveglia in una stanza con un estraneo, Saul, e non capisce cosa sta succedendo. Federica e Davide erano innamorati. In 15 minuti devono affrontare il loro peggiore incubo.

SANSONE, di Chiara Centioni (ITA, 2020, 13’)

Christian, 8 anni, per via dei suoi capelli biondi lunghissimi viene bullizzato dagli amici e rimproverato dalla madre, Paola, ignara del fatto che il gesto del figlio non celi un capriccio ma un atto eroico. Christian, infatti, è rimasto sconvolto dopo aver visto la sua amichetta Luna, perdere i lunghi capelli castani per via di una malattia, pertanto decide di donarle i suoi. Luna, indossando la parrucca bionda realizzata con i capelli di Christian, torna così a sorridere.