Arrestato nella giornata di martedì Domenico Lucano, sindaco di Riace e artefice di un modello di accoglienza che ha consentito a tanti immigrati di essere accolti e ricostruire la loro vita partecipando attivamente alla vita del piccolo paese.

Al momento Lucano è ai domiciliari insieme alla sua compagna Tesfahun Lemlem, l’accusa, nell’ambito di un’operazione denominata ‘Xenia’, sono di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti, nel contempo  sono cadute tutte le più gravi contestazioni inizialmente ipotizzate dalla procura di Locri, fra cui: malversazione, truffa ai danni dello Stato e concussione. La gestione dei fondi – si legge in un passaggio del provvedimento del gip di Locri – è stata magari disordinata, ma non ci sono illeciti e nessuno ha mai intascato un centesimo.

Al sindaco ed alla sua compagna, si contesta di aver forzato le procedure per i permessi di soggiorno ricorrendo ai cosiddetti “matrimoni di comodo” con cittadini italiani.  Al momento però si fa riferimento ad un’unica conversazione, registrata dalla G. d F., durante la quale Lucano ipotizza il ricorso a tale matrimonio per una ragazza nigeriana. Di tale matrimonio  però non è possibile sapere, al momento, se è stato realmente celebrato, né si siano verificati altri casi analoghi. Altra contestazione mossa poi al primo cittadino di Riace è quella  di aver dato l’affidamento del servizio di raccolta rifiuti a due cooperative nate a Riace per dare lavoro ad alcuni soggetti locali  riacesi e  immigrati domiciliati in quel paese. Pare che, secondo i magistrati, l’illecito sia riconducibile al solo fatto che tale affidamento sia stato fatto senza ricorrere ad una gara, come prescritto dalla legge e che le cooperative incaricate non siano inserite nell’apposito registro regionale.

Non si rilevano dunque i pesanti  reati riconducibili ad atti di malversazione, ovvero l’impiego illecito o illegittimo di denaro o di beni mobili, da parte di un amministratore o di un pubblico funzionario, ma al momento pare che l’unico reato sia quello di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a causa di un “peccato di umanità”.

Nell’epoca dei muri, dei lager libici e di una regressione delle coscienze, Riace è una realtà scomoda perché dimostra come sia possibile convivere senza discriminazioni ed ansie” afferma Lucano e continua: “Si deve ripartire da chi soffre il disagio e da chi si attiva sui territori. Non bisogna mai arrendersi”. Nel 2016 la rivista americana “Fortune” ha inserito Mimmo Lucano nella classifica dei 50 personaggi più potenti nel mondo grazie al suo impegno in favore dell’accoglienza, sua “bandiera” politica grazie alla quale ha trasformato il borgo di Riace, altrimenti destinato allo spopolamento se non addirittura all’abbandono, in una realtà viva e palpitante, esempio di accoglienza ed integrazione per tutto io mondo cosiddetto “civile”.

In merito a tale riconoscimento Lucano ha precisato  : “ ho provato “disagio” perché, in realtà, penso che io  non stia facendo niente di straordinario. Riace rappresenta la storia di una piccola comunità che per uno sbarco, quindi per una casualità, si è trovata in mezzo a temi diventati fondamentali per l’agenda politica nazionale ed europea”.

Un sindaco dunque, quello di Riace, comune della Locride divenuto famoso per il ritrovamento nelle sue acque dei famosi “Bronzi”, votato all’accoglienza di tanti profughi in fuga da guerre e povertà sbarcati sul mar Ionio, grazie alla quale è riuscito a rianimare una cittadina destinata all’abbandono e all’oblio. “ Rappresentiamo una storia di utopica normalità” ha dichiarato Lucano. Egli ritiene infatti che l’immigrazione è il prodotto di un’ingiustizia globale che obbliga migliaia di persone ad intraprendere i viaggi della speranza.

Finché non ridurremo i danni compiuti da questa globalizzazione sarà inevitabile che ci siano costanti flussi migratori. Nessuno potrà fermare questi esodi: chi giunge dal mare non è altro che lo scarto dell’umanità, arrivano persone che scappano da guerre, carestie, i più poveri del mondo. La stessa differenza tra migranti economici o richiedenti asilo politico è un’invenzione che mortifica la dignità umana. Le domande che pongo sono: si possono far affogare in mare persone che fuggono da fame e miseria? Una persona può essere colpevole del reato di esistere?” Ha dichiarato Lucano in un’intervista.

Alle parole di Salvini che lo ha definito “uno zero”, Lucano ha replicato affermando che la cosa non gli fa rabbia anche perché egli non crede di fare cose eccezionali e, riecheggiando le parole di Vittorio Arrigoni, dichiara che la sua unica preoccupazione è “restare umani, tutto qui”.  Alla domanda in merito alla sospensione dei trasferimenti economici in favore  dello SPRAR, sospensione che dura ormai da due anni e che impedisce al comune di avere sovvenzioni, Lucano afferma : “ Riace dà fastidio perché è la dimostrazione esistente che esiste un modello di accoglienza che funziona, un sistema lontano dalla propaganda razzista ma anche dal business dell’accoglienza sulla pelle dei migranti, è riproducibile, ci vuole la volontà politica ”.

In merito all’atteggiamento generale della politica italiana e del consenso pare ottenga in merito a forme di intolleranza, Lucano precisa: “ Assistiamo ad una fase di dispersione delle coscienze ma è un fenomeno europeo non solo italiano. La gente è arrabbiata, si sente abbandonata dalla politica e non protetta socialmente, così si rifugia in chi (con slogan propagandistici) entra in sintonia e sfrutta questa rabbia individuando nel migrante il capro espiatorio con cui sfogarsi. Questo avviene perché manca una dimensione collettiva.” Aggiunge poi, in merito a possibili antidoti per far rinascere la sinistra : “Qualcuno diceva che dobbiamo sentire sulla nostra pelle qualsiasi ingiustizia di qualsiasi essere umano. Se esiste questo che ti morde dentro, allora è sinistra.”

A Riace gli immigrati sono in lacrime per l’arresto, preoccupati gli abitanti del piccolo centro, un luogo che è diventato “villaggio globale”, “Paese dell’accoglienza” come è scritto un po’ dovunque, dove campeggiano i miti della sinistra combattiva da Peppino Impastato a Che Guevara e la scritta “Welcome”, tradotta in tutte le lingue del mondo, campeggia per le strade del borgo.

Spetta alla Magistratura chiarire eventuali errori o reati commessi da Domenico Lucano, noi tuttavia possiamo solo augurarci, nel rispetto delle leggi vigenti,  che l’utopia possibile del primo cittadino di Riace possa confermare la propria validità se davvero vogliamo “restare umani”.