Si è concluso con la festa degli auguri presso la sala conferenze del Cesvob l’anno sociale 2019 di Auser Uselte (Universtà sannita dell’età libera e della terza età). La serata si è sviluppata attraverso diversi momenti che hanno visto protagonisti sentimenti contrapposti nell’esperienza di quanti hanno vissuto il Natale in situazioni di straordinarietà. Infatti il senso del Natale, pur unico per quanti credono nel Mistero del figlio di Dio nato per la salvezza dell’umanità, rimane tuttavia per gli altri legato a un profondo senso di rinnovamento e di rinascita spirituali “all’arrivo del bambino che sta per nascere”. Un rinnovamento che esige il superamento di momenti di tristezza, di disagio, di difficolta e non esclude la gioia perfino eccessiva quale brilla negli occhi dei piccoli. Perché il Natale non esclude la vita e la vita è tutto questo sentire.

Sicché il video dei soldati inglesi e francesi che, nella notte tra il 24 e il 25 dicembre 1914, attuarono una tregua nel primo anno di Grande Guerra, coraggiosamente spinti dall’anelito a sentirsi tutti fratelli, salvo ritornare a combattersi da nemici il giorno dopo, ha immediatamente reso ragione da quanti futili problemi talvolta ci lasciamo angosciare, pur considerando che non per tutti i popoli del mondo è così.

Nei libri di Storia non ce n’è quasi traccia, tuttavia se ne parla in film e romanzi, nonché in una struggente canzone folk dal titolo Christmas !914 dell’artista inglese Mike Harding.  Alcuni versi: “I fucili rimasero in silenzio […] senza disturbare la notte. Parlammo, cantammo, ridemmo […] e a Natale giocammo a calcio insieme, nel fango della terra di nessuno”. La partita in questione si svolse realmente, e fu giocata il 25 dicembre 1914 nei pressi della cittadina belga di Ypres. Campo di gioco: la no man’s land (“terra di nessuno”), lo spazio che divideva le trincee inglesi da quelle tedesche. Fu il momento culminante di quella che passerà alla Storia come “tregua di Natale”.

Il racconto “Cena di Natale” di una famiglia protesa al Mistero e all’arrivo del proprio congiunto, giovane soldato, che ritornava a piedi chissà da quanto lontano, con in cuore la gioia del ritorno, ma anche il ricordo di un sogno infranto, quello di ritornare con i suoi commilitoni, rimasti a giacere per colpa del fuoco nemico sul campo di battaglia, hanno concluso la parte “riflessiva” della serata. Tutto è stato introdotto e accompagnato dal violino struggente e dalla chitarra del duo Giorgio e Nadia DE Ieso e, per la parte recitata, dalla voce profonda e suggestiva di Anna Mazzoni. Poi un momento lirico: sono state lette alcune poesie di Don Ezio Maria Orsini e di Madre Teresa di Calcutta, come forma di preghiera e di ringraziamento a sottolineare la forza che proviene dall’anima graziata dalla Luce. Solo così il Natale può considerarsi un inno alla vita, all’apparizione del Puer dalle connotazioni “divine”. Nella seconda parte protagonista della scena la voce intensa di Pino Oscar D’Arienzo e lo snodarsi di canzoni della tradizione partenopea. Il brindisi beneaugurante tra i presenti numerosi e lietissimi ha concluso la serata.