A seguito dello sciopero proclamato lo scorso 14 ottobre, dopo un tentativo di conciliazione prefettizio con esito negativo, ci saremmo aspettati dalla Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia un atteggiamento maggiormente riflessivo, un invito scritto volto a stemperare gli animi e perché no finalizzato a convincerci a revocare lo sciopero. Tutto ciò non solo non è accaduto ma addirittura ad alcuni lavoratori ed alle Istituzioni è stata inviata una nota volta a deridere l’operato sindacale forse con la speranza di travisare la realtà che è sotto gli occhi di tutti i dipendenti. La cosiddetta realtà del “Pensiero Unico” per cui esiste una sola Verità, quella del “Padrone”; Ebbene si del “Padrone” al cui pensiero o ci si allinea o si viene bistrattati quando non puniti.

Ebbene a noi ed a molti lavoratori piace pensare liberamente, chiedere ciò che è giusto e normato, nulla di più, ed in nome di tale libertà costituzionalmente garantitaci oggi scioperiamo.

Segr. Gen. C.U.B. Sanità Italiana