C’era una volta una nonna. Adorava i suoi nipoti, naturalmente, e il suo cruccio era non poterli avere sempre vicini. Si interessava delle loro  attività, dei risultati scolastici, delle amicizie e avrebbe voluto  fare cose straordinarie per loro.
Le sarebbe piaciuto diventare piccola o enorme o invisibile o tatuata o avere le ali. Magari essere Superman o l’uomo invisibile l’avrebbe aiutata a stupirli o a entusiasmarli; a trascinarli  in avventure inimmaginabili…
Un giorno piantò nel suo giardino un ulivo, poi un altro, poi un altro molto piccolo, per l’ultimo arrivato, per  trascinare nel tempo amore trepidazione speranze…

Insomma voleva essere una nonna speciale che non preparasse solo  polpette saporite, ingollate alla svelta.
Così, decise di trasformarsi. Diventò amica dell’uomo invisibile, e si fece svelare (sottoponendolo a tortura) il suo segreto. Poi rubò ai piloti di StarTrek la formula per scomporre e ricomporre le molecole, per spostarsi nel tempo e nello spazio. Diventò Supernonna, in grado di andare e venire senza che nessuno la vedesse.
Finalmente poteva stare coi nipoti quando voleva, anche se non lo sapeva nessuno. Suggeriva le tabelline a uno; soffiava i verbi latini a un altro; insegnava tante cose al terzo.
Era una nonna felice!
E siccome era anche buona, trasmise i suoi segreti a un’altra nonna e a un’altra e a un’altra…