(Serenella Rullo) – Ho letto di un uomo, se così  si può  definirlo, il quale ha dichiarato che «le cinquantenni  troppo vecchie per amarle». È chiaro a quale tipo di amore si riferisca, perché non si può  pensare che non ami neanche sua madre. O no?

Ho ripensato ai miei nonni materni (del 1800!): lei, più  grande di lui, abbandonò  il collegio dove studiava per sposarlo. Il legame fu contrastato dalle famiglie ma benedetto da nove figli. Quando il nonno morì,  la nonna lo seguì dopo brevissimo tempo, perché  aveva perso l’amore della sua vita e aveva 83 anni.
È  stata molto amata ben oltre i cinquant’anni, nonostante avvenimenti a volte tragici, perché  lei era l’universo femminile che non conosce i limiti del tempo, e questo vedeva in lei il suo compagno di una vita.
Oggi certe dichiarazioni risultano anacronistiche e denunciano una profonda superficialità di pensiero e di conoscenza dell’umanità.
Il tizio (un omuncolo, appunto) che non “ama” le  cinquantenni ha destato, fra le Donne, ilarità e un po’ di pena, qualche sberleffo, suggerimenti…
Oltre tutto, dalla foto, lui è  pure bruttino: non sarà che… Eh?