Forse il nome San Giorgio del Sannio non rievoca nulla nella memoria e forse non l’avete mai sentito nominare, eppure vi garantiamo che esiste.

Si tratta di un paese della provincia di Benevento, situato su una collina a 380 metri sul livello del mare e popolato da circa 10.000 abitanti.

Ma sapete da dove deriva la sua denominazione?

Una leggenda narra che il santo in questione sia riuscito, stando a cavallo, a sconfiggere un drago proteggendosi con la santa croce. In realtà, originariamente la cittadina si chiamava “San Giorgio della Montagna di Montefusco”, ma il capo della Polizia del paese, Arturo Bocchini, stanco di essere chiamato “Montanaro”, lo cambiò, nel 1929, da “San Giorgio la Montagna” all’attuale “San Giorgio del Sannio”.

Nonostante non abbia mai occupato una posizione di rilievo, in passato, è stato un attivo sostenitore del regime fascista e nazista, tant’è che ha persino ospitato uno dei bracci destri di Hitler, Heinrich Himmler e il luogotenente Umberto II di Savoia.

Oggi, invece, è una località pacifica e quieta, dove non accade mai nulla. Nonostante non sia molto apprezzata dai suoi abitanti, presenta tanti punti a suo favore. Infatti la sua grandezza è piuttosto ridotta e questo gioca a suo vantaggio: è possibile raggiungere qualsiasi luogo senza ricorrere a mezzi di trasporto. Inoltre, la posizione non la rende isolata, anzi, essendo vicina alla città capoluogo, è ben collegata mediante un efficiente apparato di mezzi pubblici.

I servizi non sono certo carenti, numerose sono le scuole, una per ogni frazione; i locali, come bar, pizzerie, ristoranti, pub; supermercati, farmacie, sanitarie e luoghi di culto cristiani. Per di più, non manca di una piscina, con adiacente villa, che durante l’estate ospita un gran numero di persone, di qualsiasi età.

Parlandone in questo modo, sembra il luogo ideale in cui vivere, tuttavia la realtà smentisce i fatti. Nella stagione estiva non è raro che nelle case dei cittadini manchi uno dei più importanti beni comuni, l’acqua. Ciò è dovuto alla rottura dell’elettropompa idrica dell’Alto Calore, che, a detta dell’impresa, è stata ripristinata, benché i residenti ne lamentino ancora la mancanza. Questo non è l’unico difetto, sono molti gli edifici abbandonati a se stessi. La situazione, seppur nessuno se ne curi, è allarmante: nel centro della frazione iniziale del paese, Ginestra, le case che si affacciano sulla strada principale sono in rovina e sembrano non essere in grado di resistere alla scossa di un ipotetico futuro terremoto. Questa disattenzione non è rivolta soltanto alle costruzioni, ma all’intero ambiente comunale. Ne sono un esempio le condizioni delle aiuole, dei prati, delle strade, dei marciapiedi e del viale principale. Il viale Spinelli è un luogo di incontro per i giovani, tuttavia non ne soddisfa le esigenze; è ormai diventato spoglio e non svolge più la sua funzione, in quanto gli adolescenti preferiscono recarsi nella vicina Benevento, più movimentata e con più attrazioni. A questo punto non gli rimane che occupare spazi come il parco adibito per i bambini in via Alcide de Gasperi, per di più costruito in un luogo dove in passato erano state ritrovate tracce di amianto e una villa, che in realtà non è mai stata realizzata a causa della sospensione dei lavori.

Dunque, questo è il nostro paese.

Vivreste mai voi, in una cittadina del genere?

Bosco Antonella, Ranauro Orlando, Terlizzi Giulia