Le elezioni politiche si sono concluse, gli esiti sono ormai noti, vincitori e vinti si fronteggiano e si valutano come possibili partners nella formazione di un governo che dovrebbe, nelle speranze di tanti, risanare gli errori politici del passato e costruire un  futuro più certo e soddisfacente per tutti.

Noi ci auguriamo che sarà così, tuttavia ci piace evidenziare alcuni aspetti che hanno contrassegnato l’ultima campagna elettorale e gli esiti di essa che, pur nella tradizione di una competizione accesa, non è stata capace di appassionare gli elettori se non relativamente ad alcuni punti caldi del nostro tempo: il problema dell’immigrazione e quello di una protesta generalizzata al sistema.

Gli elettori italiani, è ciò che è emerso dagli esiti elettorali, appoggiano (intorno al 60 %) partiti che, esplicitamente o meno, dicono di non volere gli immigrati in Italia, che se aiuto bisogna dare loro, è opportuno che essi lo ricevano a “casa loro”, senza invadere il nostro territorio. Strana posizione per un paese che da sempre si è distinto per l’accoglienza e che, soprattutto, ha generato milioni di emigrati in altri paesi conoscendo, tra l’altro, l’esperienza del rifiuto di alcuni di essi . Come dimenticare il cartello esposto in Svizzera che sanciva: “Vietato l’ingresso ai cani e agli italiani”.

In merito alla protesta anti-sistema, partiti populisti come i Cinque Stelle, hanno fatto incetta di disillusi, di frustrati economicamente e socialmente, di quanti sfibrati dal malcostume dilagante e sfiduciati dalla democrazia rappresentativa nazionale e internazionale, hanno scelto un movimento che si è presentato come alternativo all’apparato tradizionale, nella speranza che esso possa davvero essere alternativo e capace di trovare soluzioni valide.

Altra particolarità di questa tornata elettorale è stata la mancata consapevolezza mediatica e politica dell’esistenza di tante altre liste minori che, fuori dai giochi del Centro Destra, Centro Sinistra e Cinque stelle, hanno avuto scarsa visibilità, ma hanno preso, nella tornata elettorale, un milione di voti circa, dimostrando che le correnti politiche ritenute più tradizionali o convenzionali, non controllano tutto lo spazio di opinione del paese.

Certamente il voto del 4 marzo  ha dimostrato, da quanto emerso dalle preferenze accordate ai vari partiti, che gli italiani non amano gli estremismi, né di destra né di sinistra e, nonostante alcune formazioni politiche abbiano presentato programmi dal forte colore nazionalistico,  quelle  presentatasi con  caratteristiche estreme non sono state ripagate con un appoggio che garantisse loro una presenza in Parlamento.

Quasi assenti durante la campagna elettorale sono stati temi come quello della pace, della non violenza, dei diritti umani e del bene comune, qualche movimento politico non li ha neppure inseriti nel suo programma  limitandosi al tema degli immigrati e del come rispedirli a casa. I temi sono stati dunque esclusivamente di natura pragmatica e relativi a problematiche nazionali, quasi che il tema dei diritti e della non violenza fossero secondari nella gestione e nella costruzione di una casa comune.

Alla luce degli ultimi risultati elettorali, nessun partito ha raggiunto una maggioranza tale da poter governare senza possibili coalizioni con altre forze politiche alternative e che comunque sono state avversarie in campagna elettorale, da domani le alchimie della scienza di governo saranno in moto, anche se è presto per capire in che direzione esse andranno. Si annuncia quindi una fase molto complessa e non di breve durata che metterà alla prova le capacità del Presidente della Repubblica Mattarella di far dialogare le forze politiche e rendere possibile la formazione di un nuovo governo.

Un dato però appare chiaro in questa tornata elettorale e cioè la voglia degli italiani di andare al voto, l’affluenza alle urne pare sia stato al di sopra del 70% degli aventi diritto, una determinazione che conferma l’atteggiamento di non voler rinunciare alla voglia di influenzare il destino della politica e il fatto che l’Italia è ancora il paese con uno dei più alti tassi di affluenza alle urne, memori forse di un tempo non tanto lontano in cui è stato impossibile esprime un’opinione politica?

Dato locale, ma significativo, potrebbe essere l’elezione di quattro donne sannite al prossimo Parlamento italiano e precisamente Danila De Lucia, Angela Ianaro, Sabrina Ricciardi e Alessandrina Lonardo, dato di buon auspicio sia in prossimità dell’8 marzo, Giornata Internazionale della donna, che nella prospettiva più ampia di un contributo politico di genere che possa promuovere lo sviluppo del nostro territorio.