L’immigrazione è un fenomeno globale dell’Europa tutta e dunque servono regole comuni, questo è, finalmente, il monito che arriva da Bruxelles in vista del prossimo vertice d’emergenza che si terrà il 14 settembre. Che il problema dell’esodo di migliaia di disperati provenienti dai più diversi paesi dell’Africa e del Medio Oriente non possa essere risolto da un solo paese, è ormai chiaro a gran parte della classe dirigente europea, fare finta di niente, di non vedere e non sapere, scrollarsi le spalle di fronte ad un problema apparentemente non proprio, non risolve le difficoltà in cui si trovano tanti disperati e, di conseguenza,  i paesi ospitanti che stanno diventando sempre più numerosi.

epa04906438 German Chancellor Angela Merkel speaks during a press conference about different matters of domestic and foreign politics, next to her sits government spokesman Steffen Seibert, in Berlin, Germany, 31 August 2015. Chancellor Merkel held her annual press conference as Germany grapples with a sharp increase in refugee arrivals.  EPA/WOLFGANG KUMM

La stessa Cancelliera tedesca Angela Merkel ha dichiarato oggi che : “C’è un grande accordo sul fatto che l’Italia debba essere aiutata” nella crisi dei profughi, non è possibile, ha continuato, che “i tanti immigrati che arrivano in Italia ci restino”. Convinta di tale emergenza in cui il nostro paese vive ormai da qualche anno, la Merkel ha dichiarato anche che è in atto un accordo sulla necessità di aiutare l’Italia in merito agli sbarchi quotidiani di migliaia di profughi, uomini, donne e bambini  a cui bisogna dare assistenza oltre che ospitalità. E’ necessario che l’Europa si “muova complessivamente” ha continuato la Cancelliera, conscia del fatto che i paesi Ue debbano condividere tutte le responsabilità del fenomeno e soprattutto accettare il principio del necessario diritto d’asilo, principio  che va comunque regolamentato secondo un sistema equo di quote di ospitalità.

E’ divenuto dunque comune il tema ed il problema dei flussi migratori che ormai coinvolgono tutta l’Europa, è necessario dunque che l’Europa tutta si mobiliti, sia per ragioni umanitarie che per impedire che xenofobia e populismi prendano il sopravvento, come del resto già sta avvenendo nel continente dove movimenti e partiti politici stanno cavalcando, sempre più,  il sentimento di paura e disorientamento che tanti cittadini europei vivono a fronte della “invasione” umana di tanti profughi.

D’altronde ignorare il problema o additarlo come origine delle nostre difficoltà economiche e sociali, finisce con il farci smarrire il buon senso nel fronteggiare tanta difficoltà e la giusta capacità razionale nel tentare di risolverlo; “Ciascuno per se stesso non ha mai portato a risultati positivi”, ha aggiunto Franz Timmerman, Primo vicepresidente della Commissione europea e Commissario europeo per la migliore legislazione, le relazioni interistituzionali, lo stato di diritto e la carta dei diritti fondamentali. Timmerman ha tenuto inoltre a precisare che “Solidarietà e responsabilità sono principi indissolubili”, principi scritti negli statuti fondanti della Comunità europea; “E’ necessario – ha infine aggiunto – accelerare le procedure di registrazione”.

b81a0d0ea884e3cfe394c9157c5d9d23In merito al desiderio di tanti immigrati di raggiungere la Germania la Merkel ha tenuto a precisare che :” Il mondo  vede la Germania come un paese di speranza e di chance, non è sempre stato così” e, relativamente alla emergenza profughi e alla sua  gestione , ha ‘invocato’ al suo paese  flessibilità, la stessa che la Germania ha mostrato in più occasioni, come ad esempio in merito al “salvataggio delle banche” e “all’uscita del paese dal nucleare”. La Cancelliera ha infine ricordato che “serve coraggio” di fronte ad un fenomeno che sta diventando epocale, infatti non può esistere tolleranza per quanti rifiutano non solo il diritto di asilo, ma soprattutto calpestano la dignità di persone che non hanno altra colpa che quella di aver bisogno di aiuto. “Nessuna tolleranza – ha concluso – con chi mette in dubbio la dignità degli esseri umani”.

A queste parole di comprensione e disponibilità, si accompagnano però altre di rifiuto e indisponibilità, come dimostrato dalle posizioni dell’Ungheria e della decisione di costruire un muro al confine con la Serbia per impedire l’ingresso di profughi, decisione criticata da gran parte dell’Europa che ritiene che: “Le barriere non mandano il messaggio giusto” e la Commissione Ue “non incoraggia l’uso di muri ma di altri mezzi” per il controllo delle frontiere.

Importante infine la precisazione di una portavoce della Commissione europea che, rispondendo alle dichiarazioni del ministro britannico Theresa May, che propone una stretta agli ingressi in G.B anche ai cittadini europei non in possesso di un contratto di lavoro, afferma   : “La libera circolazione dei cittadini europei è parte integrante del mercato unico e un elemento centrale del suo successo”.

Difficile momento storico dell’Europa che deve dimenticare l’inerzia e la miopia con cui ha gestito finora il problema dei flussi migratori e, attraverso una politica di collaborazione e cooperazione, deve necessariamente affrontare con urgenza e senza sterili isolazionismi,  un’emergenza che questa volta  non è solo economica, ma soprattutto umanitaria, senza ignorare  che l’intero sviluppo dell’umanità si è sempre basato su inarrestabili movimenti di popoli e sulle conseguenti e inevitabili mescolanze di culturali e di  etnie.