Il 24 ottobre una delegazione costituita dai portavoce al Consiglio del M5S di Benevento, Marianna Farese e Nicola Sguera, dal Presidente della LIPU Benevento, Marcello Stefanucci, e dai geologi Vincenzo Briuolo e Vincenzo Portoghese, ha accompagnato a Roma il portavoce del M5S in Parlamento, Carlo Sibilia, all’incontro con il prof. Enrico Rolle, Commissario nazionale per la depurazione da aprile 2017.

Dal corso dell’incontro si è prima di tutto evinto che il depuratore di Benevento non era previsto tra quelli affidati al Commissariato e che lo stesso Rolle, saputo dei ritardi, avrebbe chiesto di avocarlo a sé (con atti, a quanto pare, ancora da perfezionare: ad ora, dunque, non ci sarebbe una convenzione…).

Sibilia ha spiegato la necessità dell’incontro, avendo condiviso le preoccupazioni emerse, a partire da gennaio, sul sito individuato dall’Amministrazione Mastella e dall’Autorità di Bacino, come evidenziato negli interventi pubblici del M5S BN e di molte associazioni ambientaliste (promotrici dell’Assemblea pubblica del giugno 2017, tra cui, in particolare, il WWF Sannio).

Marianna Farese e Nicola Sguera hanno sinteticamente ricostruito la storia della (mancata) depurazione a Benevento dagli anni Novanta ad oggi, evidenziando gli errori e i paradossi, che mostrano la non infallibilità delle agenzie deputate a garantire la bontà dei siti individuati rispetto a criticità idrogeologiche.

Marcello Stefanucci ha, con l’ausilio di ingrandimenti fotografici e mappe, mostrato il pregio ambientale del sito prescelto, tra Pantano e Serretelle, a Masseria Marziotto, insistente su un corridoio ecologico che, secondo le indicazioni regionali, andrebbe tutelato per il suo valore, anche nel rispetto dell’art. 9 della Costituzione. Ha ricordato come, per altro, la scelta di scaricare tutte le acque a valle priverà i fiumi, che negli ultimi anni hanno sofferto durante la siccità, di un afflusso benefico. Ha mostrato, carte alla mano, come la collina dove dovrebbe sorgere il depuratore abbia una pendenza del 19,5% e come essa sarà stravolta da pesanti interventi cementificatori. Stefanucci ha, infine, ricordato come la rete di associazioni abbia fatto una serie di proposte alternative, purtroppo mai discusse, sia in merito alle tecnologie (come l’uso spinto della fitodepurazione) sia in merito al numero dei depuratori (con la possibilità di completare la serie di depuratori “di quartiere” e riattare quelli esistenti, collettandoli, in particolare quello di Ponte Valentino in zona ASI) sia in merito all’individuazione di un’altra area (proposta da considerarsi extrema ratio, male minore) dove allocare un unico depuratore.

I geologi Briuolo  e Portoghese hanno consegnato e fatto protocollare una dettagliata relazione che fa emergere da una parte le contraddizioni dei documenti ufficiali dell’Autorità di Bacino in relazione ai rischi idrogeologici presenti nella zona, dall’altra alcune incongruenze sull’individuazione dell’area alluvionale in riferimento agli eventi del 2015, oltre ad evidenziare l’anomalia di un soggetto preposto al controllo che coopera nelle scelte di un Ente locale.

Per l’Autorità di Bacino è intervenuto il dott. Fuschini che ha rivendicato la bontà del lavoro svolto, che terrebbe conto dell’eccezionalità dell’evento del 2015.

Il prof. Rolle ha concluso affermando che continuerà, per ora, lungo il percorso tracciato, tenendo conto del rischio di sanzioni dall’anno prossimo, ma che si svolgeranno le verifiche geomorfologiche necessarie e, soprattutto, ci saranno conferenze di servizio (quelle promesse da Mastella e dalla Corbelli e mai svoltesi…) in cui saranno coinvolti tutti i soggetti qualificati.

L’invito finale fatto dalla delegazione agli interlocutori: «Siate lungimiranti e assumetevi le vostre responsabilità».

Il M5S, in tutte le sue componenti (comunale, regionale e nazionale) continuerà a supportare attivamente una doverosa battaglia per la difesa dell’ambiente e del territorio. Lo farà chiedendo incontro, nei prossimi giorni, con il Dirigente Maurizio Perlingieri, referente del Commissario, e cercando di sensibilizzare la maggioranza consiliare (che si assumerà a breve la responsabilità di modificare il PUC, per rendere possibile l’avvio dei lavori) ai rischi cui si potrebbe andare incontro.

Alcune esperienze locali (in particolari l’individuazione dell’area industriale in una piana alluvionale e la discarica di S. Arcangelo Trimonte) dovrebbero testimoniare ad abundantiam quanti danni possa fare un decisore politico poco lungimirante e/o irresponsabile.