Continua con grande coinvolgimento la rassegna musicale on line diretta da Marcella Parziale, Resistenze Musicali, gratuitamente disponibile sulla pagina Facebook dell’Accademia di Santa Sofia, realtà culturale tra le più attive del nostro paese.

Dopo l’intervista iniziale con Marcella Parziale, Emilia Zamuner, accompagnata al pianoforte da Tommy De Paola, ha regalato al pubblico dell’Accademia di Santa Sofia il suo meraviglioso Viaggiando in Musica da New Orleans a Napoli, un programma elegante e raffinato, anche dai risvolti pop, un volo “intercontinentale” dal nord al sud delle Americhe, all’Italia, al mood partenopeo, per gli amanti del Jazz e non solo. Un concerto per unire i continenti e condividere le emozioni nell’isolamento del corona virus.

La talentuosa e pluripremiata cantante ha aperto il concerto con l’esecuzione dell’indimenticabile Why don’t you do right?, standard jazz scritto nel 1936 da Kansas Joe McCoy, e portato al successo planetario da Benny Goodman e Peggy Lee nel 1942, e poi chi non ricorda la sensuale performance eseguita dal Jessica Rabbit nel film di Robert Zemeckis, Chi ha incastrato Roger Rabbit del 1988.

Zamuner e De Paola hanno poi continuato con Twisted (1952) brano bebop del sassofonista Wardell Gray, altro straordinario pezzo di bravura per le voci femminili, e con la malinconia del brano Carinhoso (1917) di  Alfredo da Rocha Viana Filho, meglio noto come Pixinguinha, inventore del genere choro, genere brasiliano per eccellenza.

Proseguendo, con i virtuosismi esecutivi della composizione Chorino Pra Ele (1992) di Hermeto Pascal hanno lasciato le coste del Sud America ma non le sonorità latine, tornando in Italia con la celeberrima canzone di Lucio Dalla, Piazza Grande (1972), brano nato dalla chitarra di Ron, in chiave country, ma poi arrangiato con Baldazzi, Bardotti e Dalla, con arpeggi che ricordano molto il fado portoghese.

E per chiudere, Emilia Zamuner ha voluto omaggiare la sua Napoli, con il dolce e tormentato valzer Bammenella ‘e ‘copp’ ‘e quartieri, il crudo testo di Raffaele Viviani a contrasto con il delicato arrangiamento musicale di Daniele Sepe.