Si è  nel bel mezzo di un’invasione barbarica. Ma un’invasione particolare.

 Non è come quando scesero gl’invasori tipo Unni. Quelli avevano le loro ragioni, va detto, perché  erano spinti da bisogni concreti che andavano soddisfatti.
All’epoca erano ingiustificabili, ovviamente, soprattutto pensando ai popoli, che se li  vedevano arrivare tra capo e collo, imbestialiti,  affamati e altamente  fregandosene  della civiltà che si preparavano a distruggere. È  storia. Ci sta.
Venivano da altre terre, lontane e selvagge. Che ne sapevano, gli Unni e simili,  di genti progredite e civilizzate, governate da leggi e guidate da religioni che abbondavano di Dei preposti a ogni loro azione.
L’invasione dei nostri tempi è diversa, è generata dall’interno, non viene da terre  e mari lontani. È un rigurgito di inciviltà che non trova giustificazioni.
I barbari (nell’accezione di incivili volgari e ignoranti ) sono nati qui, in questo Paese. E non hanno giustificazioni.
Sono quelli che disprezzano i neri e minacciano gli ebrei; quelli che scherniscono i disabili; quelli che non accettano l’ omosessualità e rifiutano anche l’idea che una donna possa essere libera in tutti i sensi; quelli che si appropriano dei beni comuni e non amministrano rettamente la giustizia.
Sono i nostalgici di un passato terribile di cui si vedono e si sopportano  ancora le tracce.
Sono i miserabili che deturpano  le città colpendo i resti gloriosi  costati la vita a tanti , a troppi. Sono i poveracci irrealizzati che non sapendo  proprio più  che fare imbrattano  finanche i muri.
Roma, la bellissima  antica gloriosa Urbe, orgoglio del mondo intero, è  ridotta in condizioni pietose  da questi moderni barbari che intendono affermarsi  facendo i propri comodi e dimostrandosi indegni perfino degli Unni.
Chi deve (o dovrebbe…), si chieda perché.
La sola indignazione non basta!