Su iniziativa dell’associazione culturale Orablù, iI 25 giugno è partita da Bollate (MI) una ciclostaffetta itinerante che è arrivata a Palermo oggi 19 luglio, data della morte di Paolo Borsellino per la realizzazione del  progetto denominato “L’Agenda ritrovata”,  voluta fortemente da tutti quanti non possono e non vogliono dimenticare il sacrificio di un uomo e di un magistrato, Paolo Borsellino, assassinato venticinque anni fa dalla mafia, insieme a cinque agenti della sua scorta, in via D’Amelio a Palermo per avere cercato di contrastare, insieme al collega Giovanni Falcone, Cosa nostra.

Sono passati venticinque anni dalla morte del magistrato, anni nei quali ci si è continuati a chiedere cosa contenesse l’Agenda Rossa che Borsellino aveva con sé al momento della strage e che è misteriosamente scomparsa dal luogo dell’attentato nel quale perse la vita. Un documento importante che forse conteneva appunti, nomi e magari rivelazioni sulla strage di Capaci, quella in cui morì il 23 maggio dello stesso 1992 il suo amico e collega Giovanni Falcone. Che fine avrà fatto? Quali notizie conteneva? Chi l’ha presa? Chi la conserva se ancora la conserva?

Domande a cui nessuno è riuscito, dopo tanti anni, a dare una risposta, ma che ancora agitano quanti vogliono che il sacrificio di un uomo di legge ed il suo esempio di integrità morale e dovere verso la società, non sia dimenticato. Con la partecipazione di Salvatore Borsellino, fratello del giudice assassinato, nonché animatore del Movimento delle Agende Rosse, l’iniziativa acquista lo scopo di ritrovare l’Agenda e di fare luce sulla strage di via D’Amelio.  Il progetto “ L’Agenda ritrovata” ha messo inoltre a disposizione, per eventi e/o ospitalità dei partecipanti alla staffetta ciclistica, le numerose sedi presenti sul territorio italiano e intitolate a personaggi che sono morti per nobili ideali: Verità e Giustizia. La FIAB, Federazione Italiana Amici della Bicicletta, ha inoltre attivato le sedi territoriali per supportare la cilcostaffetta .

Il percorso, compiuto in sella ad una bici, quasi emblema di equilibrio fisico e morale,  ha attraversato tutto il paese in una sorta di abbraccio ideale a quanti non possono accettare che la criminalità e il malaffare dirigano il paese nel disprezzo della giustizia e con l’arroganza della prepotenza, troppe le morti di uomini valorosi che hanno sacrificato la loro vita in nome del diritto di tutti ad una vita libera e giusta, troppo grande l’inerzia di uno stato che spesso non è riuscito, a distanza di anni,  a dare un volto ai responsabili di atti violenti, troppo fugace la memoria  di fatti che hanno invece segnato la nostra storia, quasi inghiottiti da una quotidianità spesso banale e incapace di costruire se stessa sulle basi solide della libertà  e della giustizia.

L’AGENDA RITROVATA ha dunque percorso l’Italia e, come un testimone, è passata di mano in mano fino ad arrivare in Sicilia, sua tappa conclusiva, il 19 luglio 2017. Il testimone, da regione a regione, è stato passato da associazioni culturali, librerie indipendenti, teatri, cittadini comuni, chiunque abbia voluto aderire alla iniziativa. Ad ogni passo sono stato organizzati incontri, concerti, letture, film, tutti gesti  che potessero far riflettere sui temi della legalità, della giustizia e della lotta alla mafia, tutto in un silenzio spesso assordante degli organi di informazione ufficiali.

Ogni atto di questa “maratona della coscienza”, ha prodotto riflessioni, eventi, passi significativi verso un  progresso civile senza il quale saremmo rozzi individui senza un domani, testimonianze e documentazioni che saranno raccolte nell’agenda rossa, quasi a riscrivere quelle parole che Borsellino voleva che leggessimo e che qualcuno ha voluto strappare alla coscienza collettiva con il solo scopo di continuare a delinquere impunemente.

Potremo, alla fine dell’evento, riflettere su parole, pensieri di quanti hanno partecipato (ciclisti, pubblico, musicisti, attori, scrittori e chiunque altro abbia sostenuto l’iniziativa), consapevoli del ruolo di ciascuno in questa nostra realtà e responsabilmente impegnati ad impedire che si dimentichi ciò che non deve essere dimenticato.