Dunque (non si comincia concludendo, ma in realtà, si conclude…), leggendo qua e là, ascoltando commenti vari e tirando le somme, si può affermare che anche quest’anno sia stata fatta la festa alla Donna.

Non è mancata qualche “ammazzatina” (grazie, maestro Camilleri); molti signori sono stufi di sentir parlare di questa celebrazione, dimenticando o, più  probabilmente ignorando dove e perché è nata; aleggiano proposte di leggi tutt’altro che progressive…
È  qui la festa? Diceva qualcuno. No. Non qui. Non in Italia. Non nel Paese della Mamma per eccellenza!
Le piazze, è vero, si sono riempite di mimose (e già dispiace lo scempio degli alberi) e facevano tenerezza mariti e fidanzati col rametto di fiorellini gialli tra le mani, ma qualcuna non è  sopravvissuta a quei fiori.
Viene  il dubbio che stava meglio Berta, quando filava. Berta, filando filando, spesso e volentieri dirigeva le manovre e lui non se ne accorgeva. Berta svicolava quando voleva e lui non sospettava. Ah, Berta!
Quante decisioni, quanti cambiamenti, quanti progressi, quante battaglie vinte grazie a Berta che filava!
Perché le donne si sono fatte scoprire , con la storia dell’emancipazione?
Erano già emancipate,  ma hanno accettato la benevolenza  maschile che ha consentito, vediamo un po’… Ah, sì, di esprimere opinioni, di studiare all’università, di votare addirittura!
Non si può  mancare di rispetto  all’Onnipotente, ma, visto che la donna gli è venuta così  bene, perché  non l’ha creata per prima? Sarebbe andato tutto molto meglio.