La notizia di oggi, comunicata dall’assessore al bilancio del Comune di Benevento, dott.ssa Serluca, riguarda un prossimo aumento della Tari in città. Questo sarebbe dovuto soprattutto all’aumento dei costi per lo smaltimento dei rifiuti, da corrispondere alla Samte: da 175 euro più iva si passerà a 199 euro più iva per tonnellata.

Chi pagherà, dunque, questo aumento? I contribuenti, naturalmente! I quali vedranno crescere ancora di più la già salatissima bolletta della Tari.

Ma come si è giunti a questo aumento? Non lo si poteva prevedere prima e cercare di recuperare le somme che i nostri concittadini non pagano o non hanno pagato? Secondo i calcoli che il nostro sindaco effettuò lo scorso anno, il 45% dei beneventani è moroso, cioè non paga o non ha mai pagato la Tari. A questo proposito, lo stesso sindaco inviò all’ufficio tributi una task force di impiegati comunali, per combattere l’evasione e cercare di recuperare le ingenti somme di denaro che non erano mai state riscosse dal Comune di Benevento.

Dopo un anno trascorso senza risultati, gli impiegati sono tornati ai loro posti e dell’evasione non si sa più nulla.

Quanto è costata al Comune tale operazione? Quali e quanti crediti sono stati riscossi con questa operazione? Come mai non è stata ancora realizzata un’anagrafe tributaria che metta a confronto le utenze con i pagamenti della tassa? A chi giova tutto questo immobilismo? Qualcuno sta provando a scuotere delicati equilibri sociali senza perdere il consenso? E l’opposizione cosa fa, nel frattempo?

I giornali parlano di 178 “morosi”, tra cui pare anche un consigliere comunale di maggioranza, con cartelle esattoriali non notificate ma pubblicate sull’albo pretorio del Comune di Benevento. Chi non paga dove va a smaltire i rifiuti? Dove gli capita, visto che l’Asia non può ritirarli da chi non risulta censito.

È un circolo vizioso che da anni è presente a Benevento, a causa del quale, dal 2007, con un effetto domino i costi di smaltimento dei rifiuti solidi urbani lievitano e le tasse aumentano. Tutto a discapito degli onesti paganti.

Pagare tutti per pagare meno e avere migliori servizi. Questo dovrebbe avvenire in una città che si dice civile. Evidentemente la nostra non lo è e lo sta dimostrando pienamente. Anche a causa dell’ignavia della politica.