Può sembrare pittura astratta e materica, l’opera di Venanzio Manciocchi, ma in realtà “l’artista lavora sulla materia e sui colori rielaborando i paesaggi delle sue terre, la zona pontina”.

Lo ha affermato il critico d’arte, Giorgio Agnisola, ieri all’Arte Studio Gallery di Mario Lanzione,  per il vernissage di “Paesaggio d’Anima”, la personale dell’artista laziale.

“Interpretare l’arte diventa un percorso di ricostruzione del suo vissuto – ha continuato Agnisola – e nella sua opera ha un ruolo fondamentale il gioco dei colori che ne consolidano la propria personale cifra stilistica”.

L’artista, quindi, ha la capacità ”di rileggere il paesaggio attraverso il filtro della memoria e della sensibilità “realizzando opere da cui traspare una “forte componente di spiritualità, una possibilità di andare oltre, di superare la componente misterica che è dell’ambiente naturale e lega il visibile all’invisibile”

Dal testo critico

 “La natura  a ben guardare è quella oltre la terra pontina, con i suoi caldi e calmi giallo-ocra e verdi teneri e cupi, con le sue rive sabbiose, con i suoi rilievi arcaici protesi al mare, come quello del Circeo, con i suoi filari di pini piegati dal battere del vento, con i suoi cieli azzurrissimi e le sue luci sospese nell’ora meridiana […] Una ricerca anch’essa misteriosa, quella dell’artista che legge nello sguardo la sua storia e guarda al di là del visibile un tempo che non ha tempo” – Giorgio Agnisola.

La mostra, che durerà fino al 18 giugno 2015, resterà aperta al pubblico il martedì e il giovedì dalle ore 17:00 alle 19:00 

Prossimo appuntamento, all’Arte Studio gallery, il 24 giugno per la presentazione del libro di Giorgio Agnisola “L’avvertimento dell’oltre in Morandi, Rothko e Manzù”.

 

(foto di Annalisa Ucci)

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