Il silenzio innocente e impotente di un bambino scomparso ogni due minuti diventa deflagrante e assordante assenza in un mondo che sembra indifferente alla sorte di migliaia di minori che fuggono guerre, povertà e catastrofi naturali e diventano, troppo  spesso,  vittime di abusi, o semplici corpi da utilizzare per ogni turpe scopo.

Ma a tale angosciante silenzio corrisponde, amaramente e in modo inaccettabile, il silenzio di tanti, troppi adulti indifferenti a questo dramma dell’infanzia e, distratti da sé stessi e dai propri personali bisogni, chiudono gli occhi e ignorano un dramma che riguarda tutti, perché l’infanzia è  il nostro futuro ed è  la sola speranza dell’umanità.

Parliamo di un esercito di bambini invisibili che scompare ad un ritmo impressionante nella nostra Europa, come segnalato dagli ultimi dati di Missing Children Europe, il network di 29 Organizzazioni non governative attive in 24 Paesi europei, che gestiscono altrettante linee telefoniche per bambini scomparsi.

Un bambino ogni 2 minuti scompare nel nostro continente nel silenzio generale, minori che o scappano di casa o vengono rapiti o sottratti ad un genitore, altri che giungono sulle nostre coste, dopo un lungo e faticoso viaggio, sperando di trovare quella serenità di cui hanno solo sentito parlare, ma mai provata.

Il 25 maggio è la Giornata Internazionale dei Bambini Scomparsi e in tale occasione, Telefono Azzurro ha richiamato l’attenzione di tutti su un tema di alta drammaticità e sui rischi di un’  “infanzia senza futuro”.
In Italia, nel 2015, sono stati 163 i casi di bambini scomparsi, in Europa, sempre nello stesso anno, sono state 209.841 le chiamate ricevute dalla rete europea per i bambini scomparsi e mai ritrovati.

Il dato più allarmante riguarda però i minori stranieri giunti senza famiglia, pare che in un anno siano stati 10mila i migranti minorenni non accompagnati scomparsi dopo il loro arrivo in Europa, ma solo il 2% dei casi viene però denunciato. Tale fenomeno è ovviamente strettamente connesso con il fallimento del sistema di integrazione, molti di questi bambini arrivano infatti senza alcuna tutela parentale e vengono spesso coinvolti in traffici illeciti, vittime della tratta di esseri umani o impiegati nel sistema della criminalità e del lavoro nero se non, nei casi peggiori, del fenomeno dello sfruttamento sessuale.

Quasi tutti vittime del disagio economico, sociale, territoriale, della povertà o della guerra, finiscono con l’intraprendere, spesso da soli, un viaggio della speranza che troppo spesso si tramuta in un cammino verso un altro orrore. Quando si verifica il ritrovamento di questi bambini ciò avviene nelle prime ore dopo la scomparsa, infatti, questi, non avendo risorse proprie sono spinti a chiedere aiuto, trascorso invece questo breve lasso di tempo, spesso si perdono le loro tracce in modo definitivo.

Soli, sfruttati e allontanati dalle loro famiglie e dal contesto sociale, questi bambini non possono crescere serenamente e guardare con speranza al futuro. Invito tutti alla preghiera affinchè ciascuno di essi sia restituito all’affetto dei propri cari”, queste le parole con cui Papa Francesco ha commentato il fenomeno della scomparsa di tanti minori.

Anche Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro, nonché membro del board di Missing Children Europe e delegato da MCE sul tema dei minori stranieri non accompagnati, ha ricordato che “Non possiamo permetterci di lasciarli senza tutela, perché rischiano di diventare vittime dello sfruttamento e della tratta o di subire abusi”. Egli invita inoltre le istituzioni a farsi carico del problema e migliorare il sistema di accoglienza e di cura di cui essi hanno bisogno anche come espressione di un diritto.

Scarsa comunque l’attenzione per un tema tanto grave e pressante da parte di molti paesi che non  guardano al fenomeno della scomparsa di tanti minori come ad una priorità, per questo motivo non attivano i meccanismi opportuni per assicurarne il ritrovamento.

Celebrare la Giornata Internazionale dei bambini Scomparsi è sicuramente un modo per non far cadere nell’oblio un fenomeno tanto doloroso, ma forse più che parlare è necessario agire, non considerare il fenomeno marginale o occasionale, ma guardarlo come fatto fondamentale della nostra vita, considerare che l’oggetto di tale mostruosità è un’infanzia inerme ed incolpevole, essa infatti è quell’alba dell’umanità che oltre a non aver chiesto di venire al mondo, rappresenta  l’unica speranza ancora disponibile ad un mondo che sembra spesso aver perduto la giusta direzione ed il senso profondo dei valori umani.