Leggiamo con grande stupore e preoccupazione, sugli organi di stampa, che il sindaco Mastella sottoporrà agli assessori una delibera di indirizzo che preveda l’obbligatorietà del servizio mensa in tutte le scuole dove c’è il tempo pieno.

A quanto pare il nostro Sindaco, in spregio a tutte le normative vigenti, vuole trasformare le scuole di Benevento in scuole private, obbligando le famiglie a fruire di un servizio facoltativo, calpestando il principio generale di gratuità della scuola dell’obbligo sancito dall’art. 34 della Costituzione, ribadito dalla Corte d’Appello di Torino ed espressamente autorizzato dalla nota n. 348 del 3 marzo 2017 del Miur, che riconosce la necessità di applicare nelle scuole linee di condotta uniformi sull’intero territorio nazionale, al fine di armonizzare la fruizione del cosiddetto pasto domestico e l’erogazione del servizio mensa, assicurando la tutela delle condizioni igienico-sanitarie e il diritto alla salute attraverso l’adozione delle precauzioni già in essere per i pasti speciali, eventualmente con il supporto del SIAN (Servizio di igiene degli alimenti e della nutrizione) attivo presso la ASL competente per territorio.

L’assimilazione del pasto domestico al pasto speciale (in caso ad esempio di celiachia e/o di intolleranze alimentari) risolve alla radice qualunque problematica, prova ne sia che agli alunni con pasti speciali – per i quali pure sussiste un rischio di contaminazione – nessuno ha negato che pranzino insieme agli altri.

Sempre la suddetta nota raccomanda gli Uffici Regionali di mantenere un confronto costante con le istituzioni scolastiche affinché «nella gestione dell’erogazione del servizio … non si discostino dalle pronunce della Magistratura, così da escludere ogni responsabilità individuale» e sia favorita l’interlocuzione con le famiglie, raccogliendone «segnalazioni e richieste al fine di contemperare le opposte esigenze di tutte le alunne e gli alunni». Bizzarro l’atteggiamento dell’Amministrazione che volutamente ignora decine di provvedimenti giurisdizionali tutti favorevoli al pasto domestico, ma esalta immotivatamente la solitaria ed infondata ordinanza del Tribunale di Napoli, peraltro oggetto di reclamo.

È questo, dunque, il quadro al quale deve rifarsi la nostra Giunta, che non solo ha disatteso le promesse fatte in campagna elettorale in merito al centro di cottura e all’organizzazione di un servizio mensa facoltativo, ma ha reso più aspri i rapporti con i cittadini e con le famiglie che quotidianamente già devono convivere con mille altre questioni che questo governo cittadino ha dimostrato di non saper gestire. In questo contesto non può che prevedersi una proliferazione di cause e giudizi in danno non solo all’Ente locale, ma soprattutto in danno a quei dirigenti scolastici che stanno rinunciando ad una responsabile ed autonoma gestione dei propri istituti nel rispetto della legge e dei diritti delle famiglie.

Il M5S di Benevento – che nel marzo 2017 ha promosso un’Assemblea pubblica in cui, ribadendo la propria posizione a favore della mensa pubblica, dove (come affermò il dott. Carlo Parente) «la ristorazione scolastica diventa un contesto dove si co–produce salute, un ambiente pensato per supportare il benessere in una combinazione di sinergie tra amministrazioni e società civile», ma solo a patto di un’offerta di qualità, – suggeriva, in mancanza di un centro cottura comunale che solo sarebbe il grado di supportare una mensa di tal tipo, – soluzioni alternative, in cui il Comune avesse comunque una fondamentale funzione di indirizzo e coordinamento. Riteniamo grave che, dopo la disastrosa esperienza dello scorso anno, gestita in maniera dilettantesca sulla pelle delle famiglie, si voglia scegliere la via dell’imposizione.