Sollecitata dall’intervento del WWF Sannio che, in una nota, ha espresso preoccupazione per il ritardo che sta caratterizzando l’istituzione del Parco Nazionale del Matese, rivolgendo un appello al ministro dell’ambiente Costa, ho deciso di intercedere e chiedere lumi con un’interrogazione da presentare in Senato, che aiuti a chiarire i termini della questione che, anche dal mio personale punto di vista, si sta trascinando da troppo tempo. Su mia sollecitazione, poi, analoga interrogazione, sarà presentata alla Camera, al Ministro Sergio Costa, dai colleghi del Movimento 5 Stelle, Pasquale Maglione e Antonio Federico, che già erano al lavoro sulla questione. Gli interpellanti chiederanno di conoscere i tempi relativi alla definitiva istituzione del Parco Nazionale del Matese per la cui nascita non c’è più tempo da perdere. È indubbio, infatti, che la sottoscrizione di un protocollo per l’istituzione del Parco Nazionale del Matese, ha rappresentato una formidabile opportunità di sviluppo economico e sociale per le popolazioni dei centri interessati, in un territorio che, più di altri, oggi soffre della crisi economica. Peraltro, abbiamo appurato che l’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha già completato l’iter di raccordo tra i diversi soggetti interessati e in uno specifico tavolo istituzionale ha presentato una proposta di perimetrazione e zonazione del Parco Nazionale del Matese, condividendolo con le Regioni interessate per le opportune osservazioni. Rattrista, peraltro constatare che sarebbe urgente intervenire considerando che, nelle zone limitrofe alle aree interessate dal parco, si continua con l’installazione selvaggia di torri eoliche che compromettono la stessa mission dell’istituzione dell’area protetta. Anche questo dovrebbe imporre ormai un’accelerazione dell’iter. Bene ha fatto il WWF a sottolineare che è davvero incredibile che la definitiva esistenza del Parco sia incentrata sul suo perimetro “come se una linea tracciata più a monte o più a valle determinasse il futuro di una comunità”. Speriamo che i nostri interventi servano almeno a scoprire dove si è “impantanata” la questione ormai non più procrastinabile.”