Si è concluso a Napoli, con le proposte dei 400 studenti partecipanti, il progetto Scholas.cittadinanza curato dalla fondazione Scholas Occurrentes, organizzazione internazionale di diritto pontificio eretta e creata da Papa Francesco il 13 agosto 2013. Scholas è presente in 190 paesi con una rete che comprende 446.133 scuole e reti educative di tutte le confessioni religiose, sia pubbliche sia private. Il suo obiettivo è promuovere la cultura dell’incontro per la pace attraverso l’educazione.

Scholas cittadinanza è il programma per la formazione degli studenti delle scuole superiori che risalta l’importanza della partecipazione e l’impegno civico favorendo un approccio costruttivo ai problemi quotidiani della comunità. Questo movimento studentesco mondiale ha preso il via in Argentina, quando Jorge Mario Bergoglio era Arcivescovo della Città di Buenos Aires. Scholas.cittadinanza è sviluppato in varie città italiane in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Di fronte a una commissione di esperti impegnata in prima linea nell’assistenza giovanile, i ragazzi hanno individuato le cause principali e proposto le adeguate soluzioni legate alle tematiche contemporanee di cui sono fondamentali soggetti: la discriminazione sociale, il bullismo e la disoccupazione giovanile.

Il sondaggio interno effettuato da Scholas Cittadinanza ha evidenziato che tra le cause principali della discriminazione compaiono l’apparenza fisica con il 55,5%, seguita da identità sessuale 39,4% e nazionalità 19%. Profonda la considerazione su bullismo e cyberbullismo, il primo riguardante una serie di comportamenti aggressivi fisici e psicologici nei confronti dei soggetti che non sono in grado di difendersi e basato su tre presupposti: intenzionalità, persistenza nel tempo, asimmetria nella relazione. Il secondo, invece, è riconosciuto nel persistere di atteggiamenti messi in atto attraverso i social network, lì dove l’anonimato purtroppo giustifica la semplicità della violenza verbale.

Durante l’esperienza, i giovani hanno potuto prendere coscienza che l’unica maniera di sradicare la discriminazione è lavorare all’interno dell’istituzione scolastica partendo da ognuno di essi. In proposito sono state formulate proposte riguardanti l’organizzazione di progetti scolastici e extrascolastici, l’introduzione di un’ora di educazione civica da integrare all’offerta formativa e l’istituzione di uno sportello d’ascolto obbligatorio per ogni istituto a partire dalla scuola secondaria di primo grado.

Non ultima, la considerazione relativa alla disoccupazione giovanile, che registra un tasso del 51,1% circa (in una fascia d’età compresa tra i 15 ai 24 anni) e interessa in particolar modo la regione Campania. A questo riguardo, i ragazzi aderenti al progetto hanno analizzato scientificamente le cause risalendo in particolar modo a due fenomeni fondativi come la dispersione scolastica, legata profondamente al contesto sociale, culturale ed economico e gli interessi criminali scaturiti dalla mancanza di stimoli verso l’attività di ricerca e sviluppo delle attività lavorative. Dopo le proposte riguardanti le modifiche al programma scolastico in istituti superiori, nei centri di detenzione minorile e in quelli di accoglienza per gli immigrati insieme con le modifiche al sistema pensionistico, i giovani hanno portato la loro personale testimonianza tra cui spicca quella di Lia Pilato: “Sono stata vittima di bullismo e sono orgogliosa di poterne parlare, è stato qualcosa rinchiuso dentro di me che questo progetto mi ha aiutato a tirar fuori. I ragazzi di Scholas non hanno mai accennato a una mia diversità, ascoltandomi con disponibilità e attenzione”.

L’evento di Napoli ha rappresentato l’ennesima vincita sociale della Fondazione. In proposito, il Presidente di Scholas Occurrentes José Maria del Corral ha dichiarato: “Napoli è per ogni argentino e per il Santo Padre una città di estrema bellezza e alla quale ognuno di noi non può evitare di essere profondamente legato. Nel ringraziare tutti gli organizzatori, i promotori del progetto, i ragazzi aderenti, le istituzioni che ci hanno affiancati e le scuole che hanno sostenuto le attività proposte durante questa settimana, non posso che esortare questi giovani alla creazione di una rete attiva e collaborativa che li veda parte di un progetto unitario. Date libero sfogo alla vostra fantasia e create voi stessi le condizione per un lavoro. Ascoltate voi stessi, perché la soluzione è dentro voi”.