Il ministro degli Esteri francese, Bernard Cazeneuve, ha commentato così la vicenda dei migranti che sono stati respinti alla frontiera di Ventimiglia:“E’ l’Italia che deve farsi carico dei migranti, non devono passare”. Tono duro usato per spiegare che il suo Paese continuerà ad adottare questa linea, cioè respingere i profughi che tentano di entrare e rispedire indietro quelli che ci riescono, in linea con le regole europee.

Parole che arrivano come un pugno sferrato diritto “al volto” del nostro Governo e del premier Matteo Renzi, che definisce l’atteggiamento francese “muscolare”. Il nostro esecutivo, di fronte ad un’Europa che reagisce così al problema, ha pensato ad un piano alternativo per la gestione dell’emergenza. Cioè, ha studiato e starebbe organizzando un pacchetto di misure per risolvere (o almeno contenere) quello che diventa sempre di più un grosso problema, non solo logistico ma anche di ordine pubblico e sanitario. Allo studio la possibilità di rilasciare ai migranti permessi temporanei perché possano circolare liberamente in Europa.

Ma si vorrebbe attuare anche  un’azione “preventiva” contro gli scafisti in Libia, da effettuare con l’appoggio di altri Stati europei. Poi, nuovi accordi con alcuni dei Paesi di provenienza dei migranti per avviare delle rapide procedure di rimpatrio e infine il respingimento di tutte le navi straniere che salvano i migranti in acque territoriali e chiedono di attraccare nel nostro Paese.

Resta da gestire l’emergenza interna, con i centri di accoglienza ormai allo stremo. L’ultima ipotesi è quella di allestire alcune caserme ad accogliere gli immigrati. In ogni caso, la situazione diventa ogni ora di più esplosiva e i comuni italiani “interessati” da quella che rimane un’emergenza umanitaria reclamano un’azione decisa e risolutiva del problema, prima che si arrivi al collasso.