Pubblico delle grandi occasioni per ascoltare il prof. Maurizio Cambi, ospite della rassegna “La nottola di Minerva” organizzata dal Dipartimento storico-filosofico del Giannone.

Il prof. Amerigo Ciervo ha ricordato come il pensiero di Montaigne risulti di straordinaria attualità, con il suo costante invito alla tolleranza e all’accettazione del diverso, in un tempo in cui tornano spettri di altre epoche.

Maurizio Cambi, docente all’Università di Salerno e grande studioso della filosofia moderna, soprattutto seicentesca, ha delineato, anche attraverso l’uso di suggestive fotografie, la biografia di Montaigne, per poi far emergere l’originalità degli Essays (1580) nel contesto della filosofia del tempo. Leggendo alcuni frammenti dell’opera, ha esemplificato cosa significa accettazione dell’altro (la “strega”, l’ermafrodita, il “selvaggio”) in un’epoca in cui donne venivano bruciate e indios barbaramente fatti morire nelle miniere d’argento.

Il modello proposto dal grande pensatore francese, ha detto Cambi, è quello di una saggezza tanto scettica sulle domande metafisiche quanto attenta ad una felicità fatta di accettazione della complessità e mutevolezza del reale: «Abbiamo un bel montare sui trampoli, perché anche sui trampoli bisogna camminare con le nostre gambe. E sul più alto trono del mondo non siamo seduti che sul nostro fondoschiena. Le vite più belle sono, secondo me, quelle che si conformano al modello comune e umano, con ordine, ma senza eccezionalità e senza stravaganza». Un uomo modesto e tollerante (anche con i propri difetti), aperto al nuovo, curioso del mondo, in costante dialogo con punti di vista diversi.

In una controstoria della filosofia Montaigne occuperebbe un posto d’onore. I docenti di filosofia dovrebbero tener conto di questi preziosi spunti.

Il ciclo di incontri filosofici del Giannone proseguirà il 21 novembre con la prof. ssa Paola Bianchini che, muovendosi tra filosofia e psichiatria, parlerà di sofferenza e dolore a partire dall’opera di Paul Ricoeur.