Matrimonio tra due militari donne, un sogno d’amore di genere che sicuramente fa storcere il naso a quanti hanno popolato il recente Congresso sulla famiglia di Verona, ma che è stato salutato con riguardo dal Ministro della Difesa , Elisabetta Trenta.

Viviamo in un tempo difficile nel quale si vuole dare indicazioni assolute sui criteri della convivenza e del matrimonio, un tempo di restaurazione forgiato sulla paura delle diversità, di qualunque genere esse siano, un tempo di incertezze che va alla ricerca di certezze in ogni ambito, dal mondo del lavoro che non c’e’ a quello di un’economia asfittica e paralizzata a quello di un modello rassicurante di famiglia e di convivenza sociale che non deve uscire dai canoni della tradizione culturale.

I cambiamenti generano sempre un po’ di ansia, questo si sa, ma quasi sempre rappresentano un strumento di crescita sociale e culturale. Nessuno impedisce di conservare e valorizzare atteggiamenti tradizionali, ma nello stesso tempo a nessuno deve essere impedito di percorrere strade alternative che, oltretutto, nulla tolgono ai propri simili e generano invece serenità e felicità a quanti vivono la loro condizione umana come inaccettabile secondo gli schemi biologici o sociali tradizionali.
Il maresciallo Rosa Maria Mogavero e il tenente di vascello Lorella Ciprio della Marina Militare italiana, si sono sposate a La Spezia, prima unione civile fra donne che appartengono alla Marina. Unite civilmente ieri al Camec, museo di arte moderna, in divisa alla presenza degli amici, il matrimonio ha visto il tradizionale lancio del riso e di petali di fiori mentre, assoluta e significativa novità, quasi ulteriore spazio di una civiltà moderna che non teme giudizi, le fedi sono state portate fino alla sala in cui si è svolta la cerimonia, da un bulldog di nome Ginevra.

L’unione è stata realizzata nello stesso giorno in cui, a Verona, si chiudeva il Congresso sulla famiglia, un Congresso salutato da tanti come un ritorno al Medioevo, un Congresso che ha visto regalati come gadget feti di gomma, un momento storico in cui sono state raccontate favole anti gender e recitate preghiere per la guarigione dei gay e, ovviamente, è stata demonizzata la legge che consente l’aborto.

Tanti i tradizionalisti più estremi che si sono recati a tale Congresso, sostenitori del modello classico di famiglia come unico esempio di convivenza e castigatori, con forme di eccesso verbale e logico, di ogni altro modo di concepire un rapporto umano. Tutto ovviamente in nome di Dio e dimentichi della parola dello stesso Santissimo che predica l’amore per tutti, come ricordato dal Segretario di Stato della Santa Sede, Pietro Parolin, che ha affermato:“La sostanza è corretta, il metodo è sbagliato”, parole poi condivise dallo stesso Papa Francesco.

Spesso è toccato agli stessi organizzatori del convegno allontanare i più facinorosi accorsi all’evento, ma nella stessa sede, è stata presentata una petizione di Forza Nuova per un referendum contro l’aborto, accompagnate dalle polemiche sul divorzio fino al Padre nostro recitato sul palco. A tutto questo si aggiunga la presentazione, su alcuni banchetti, di libri dai titoli come “Sposalo e sii sottomessa” e con slogan come “meglio leghisti che antifascisti”. Occasione inoltre per demonizzare l’antifascismo come cattiva educazione dei giovani, a favore degli ideali fascisti visti come l’optimum dell’insegnamento.

A fronte di tutto ciò, l’unione tra le due donne della marina è stato salutato con un post in cui spiccavano le parole: «Auguri spose, siete fantastiche». Salutate dai colleghi che hanno fatto l’arco con le spade, le due sono state unite in matrimonio da Cristina Romani, delegata del Comune di La Spezia.
Due donne sposate da una donna, emblema di un mondo che non accetta sanzioni né morali né giuridiche, un evento tutto al femminile cui si sono aggiunti gli auguri di un’altra donna, la Ministra Elisabetta Trenta che ha affermato: “Volevo rivolgere i miei più sinceri auguri a Lorella e Rosy – ho saputo che i vostri amici vi chiamano così – i nostri due marinai che il 31 marzo hanno celebrato la loro unione. Sono stata davvero felice di vedere le immagini del vostro giorno più bello, con le famiglie riunite e tanta gioia nei vostri sguardi. Lorella e Rosy sono l’esempio di una importante evoluzione culturale, nelle Forze Armate e nel nostro Paese. Auguri ragazze!”.

Due persone, al di là della loro condizione di genere, che, amandosi, hanno coronato il loro sogno di vivere insieme, ufficializzando un legame che è più forte di ogni pregiudizio e di ogni condanna, un amore che non giudica chi lo vive diversamente, ma non accetta di essere giudicato né discriminato come pretende chi vuole condannare gli amori degli altri.