Un grande atto d’amore e di considerazione nei confronti del genere femminile è attuato da Dante Alighieri mediante la stesura in volgare della Divina Commedia, volendo lui rivolgersi ad un pubblico più ampio, ma anche, in particolare, alle donne che non conoscevano il latino; questo ci chiarifica come le donne e l’amore fossero al centro dell’attenzione del poeta e sin dalla stesura della Vita Nova, ove racconta il viaggio d’amore suo e di Beatrice. Le “donne” di Dante sono donne dei miti greci, bibliche, reali, che appartengono all’immaginario individuale e collettivo, che accompagnano l’autore nei giochi d’amore, che gli fanno da “schermo”, talvolta “petrose”, in altri contesti vittime e quindi da difendere.

Dalle figure femminili confinate nell’inferno, che pur sono, in qualche modo da “giustificare”, Dante passa alla dolcezza di Pia de’ Tolomei nel Purgatorio, per poi approdare all’amore divino di Piccarda Donati e soprattutto di Beatrice, che elegge ad angelo di salvezza. Donne potenti, dalla forte sensibilità, che si riuniscono, con caratteristiche universali, nella figura della Madonna: mamma, regina del Cielo, tanto misericordiosa e benigna da donare il perdono anche se non richiesto. Il focus al femminile è molto ampio e attraversa la donna nella Storia, Costanza D’Altavilla, costretta a sposare Enrico VI, dal cui matrimonio nacque Federico II di Svevia; Cunizza da Romano, donna di grande bellezza, che diede scandalo per le sue passioni amorose, Raab la meretrice raccontata nella Bibbia, sostenitrice dell’avvento di Gesù e di San Paolo. Nel Paradiso le figure femminili esploderanno in un tripudio di luce: la Vergine Maria, Rachele, Sara, Giuditta Rebecca, donne fondamentali dell’antico testamento. Donne accomunate dalla mancanza di risentimento, dove è fortemente presente l’emancipazione dalle passioni terrene, con il solo scopo di raggiungere la perfezione. Dante Alighieri, cavaliere, antesignano di una considerazione alta e rispettosa del genere femminile a cui conferisce un ruolo essenziale,  che non sfocia nella dimenticanza neanche quando è discutibile, ma che diviene vessillo di progresso, mediante le vicende vissute dalle protagoniste.

Esemplare la presentazione di un femminicidio, quello di Pia de’ Tolomei, nel V canto del Purgatorio. Il dialogo della donna con il poeta dura solamente cinque endecasillabi, ma così pregnanti da delineare i contorni della tragica vicenda senza rancore né violenza alcuna. La dissolvenza, il detto e non detto, quasi per pudore di ferire la donna, di cui resta un alone di mistero. Poco importa quale sia la causa del femminicidio, ciò che importa è raccontare la storia, lasciare traccia di lei, perchè tutti possano ricordarla.

Le due ricorrenze unite, quella che vede protagoniste le donne e la figura di Dante Alighieri, nello stesso mese, sa di provvidenza divina. Per questo motivo la casa editrice 2000diciassette, la cui fondatrice è Maria Pia Selvaggio, ha voluto rappresentare la volontà di Dante Alighieri, attraverso i suoi autori maschi, nei riguardi della donna e dell’amore; un’alzata d’ali maschile, affinchè si ripristinino valori come “rispetto” e gentilezza”, da ambo le parti. Da domenica 7 marzo e sino a lunedì, 8 marzo, si leverà, attraverso il web, coinvolgendo i più noti canali di diffusione, alta la voce del sommo poeta e dei suoi versi per incoraggiare all’amore e alla dolcezza, un intenso flash mob, sentito e partecipato, per riaffermare il valore dell’amore, che non è mai violenza.

La Divina Commedia, un’intensa storia d’amore lunga cento canti, dove un uomo affronta mille difficoltà per raggiungere la purificazione e ritrovare lei, Beatrice, il cui amore è così immenso da scombinare il Paradiso, affinchè lui inizi  e porti a conclusione il viaggio sino a lei.