Cortese Redazione,

scrivo molto tempo dopo questo articolo di Sarantis Thanopulos: https://ilmanifesto.it/lautismo-regolato

Scrivo dopo molto tempo, poiché ho avuto bisogno di approfondire le cause (economiche) che hanno portato questo psicoanalista a scrivere una accozzaglia non molto logica di asserzioni, per screditare l’analisi comportamentale che si basa sulle teorie di Skinner.
E ho usato il metodo (evidentemente sconosciuto da questo psicoanalista greco) di Marx.

1) Chi gestisce il business delle scuole di specializzazione post laurea in psicologia?
2) Chi gestisce i tirocini presso i Dipartimenti di Salute mentale in Campania?
3) Quanti sono i laureati in psicologia ad indirizzo relazionale, psicodinamico, familiare, che vengono assunti nelle residenze sanitarie della sanitá privata ed accreditata in Campania?
4) A quanto ammonta il giro di affari nella sanitá accreditata sui circa 400 milioni annui per terapie denominate “supporto psicologico” su bambini, adolescenti, adulti autistici e sui genitori?
5) Quanto frutta il giro di affari delle terapie private alle famiglie sui minori con legge 104, terapie che le famiglie pagano o con l’assegno di accompagnamento o con assegno di frequenza INPS?

Allora, cortese Redazione, vorrei suggerire al greco che:
1) Chi ha studiato Skinner, (e il cervello) ha compreso che considera gli autistici non giá dei “pazzi” e non il risultato di mamme frigorifero, ma bensì il risultato di un deficit neurologico (ex ritardo mentale).
2) Chi ha studiato Marx ha compreso che gli autistici, in tempi di magra, rappresentano un business per psicoanalisti rimasti senza clienti “ volontari”.

Inutile suggerire al greco di studiare Marx, poiché forse potrebbe scoprire che era d’accordo con Skinner.: http://www.marxmail.org/archives/February99/skinner.htm

Ma sicuramente gli potrei suggerire, al greco che vive a Napoli,  di leggere questo documento:
https://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=6566

E risponda, il greco, a questa domanda: chi perderebbe “capitale” se il sistema economico fosse riconvertito in un sistema con operatori del Terzo settore (non sanitario..) che attuino quella inclusione (magari con metodi scientifici e diversi dalla psicoanalisi) cosi millantata dal greco ma mai vista né nelle residenze sanitarie né tantomeno nei centri accreditati di riabilitazione,  e né ancora nei semiconvitti alimentati dalle prescrizioni dei Neuropsichiatri e Psichiatri della sanitá campana?

Bocciata ora la legge 26 della regione Campania, un tentativo maldestro di rinnovare uno status quo tutto rimarrà così com’é, senza neanche effettuare una restaurazione dopo una rivoluzione economica e scientifica mai avvenuta.

Peggio del 1917, dove almeno la rivoluzione avvenne.

Claudia Nicchiniello