“Gli strumenti di partecipazione, quali il bilancio partecipativo e la giuria popolare, rappresentano un tema centrale del nostro programma. Ho sempre creduto negli apporti bottom-up, nelle proposte che vengono dal basso”. Così Marianna Farese ha introdotto l’oggetto del dibattito tenutosi presso la sede del Movimento 5 Stelle in Via Dei Mulini. Il confronto ha visto la partecipazione del professore Pino Buonadonna, Revisore legale dei Conti e docente di Diritto Tributario dell’Università degli studi di Salerno che ha esposto alla platea le funzionalità del bilancio partecipativo; uno strumento di ascolto, oltre che di relazione e comunicazione, capace di consentire ai cittadini di essere parte integrante dell’attività amministrativa. Buonadonna, intervenuto successivamente all’apporto di Vittorio Giangregorio che ha a sua volta rilevato le problematiche inerenti all’attuale bilancio del Comune di Benevento, ha portato alla luce le peculiarità di una pratica che ha prodotto già risultati lusinghieri nei comuni di Battipaglia e Sarno partendo dall’esempio del comune di Aahrus. Nella città danese nel 1998 fu stipulata una convenzione riguardante proprio la partecipazione pubblica alle decisioni relative al benessere comune. Una partecipazione prevista quando le decisioni da assumere dall’ente comunale vivono la loro fase embrionale con tutte le soluzioni in esame ancora possibili. Dal caso danese ci si è poi trasferiti alla cittadina di Sarno, esempio geograficamente più vicino nonché termine di paragone più attuale considerando che si tratta di un comune non solo della nostra Penisola ma anche della regione che ospita Benevento. “La convenzione di Aahrus – ha precisato tra le altre cose Buonadonna –  è stata ratificata in Italia senza riserve dalla legge 108 del 16 marzo 2001 ed è un riferimento più che concreto”. Da non sottovalutare inoltre i dati illustrati da Vittorio Giangregorio all’interno del dibattito. “La situazione del Comune di Benevento presenta tra i 70 e gli 80 milioni di debiti chiari, ma la cifra  potrebbe aumentare aggirandosi intorno ai 200 milioni”, ha dichiarato l’esponente del Movimento che ha poi proseguito: “L’amministrazione che si troverà ad operare deve confrontarsi con una realtà drammatica e fare in modo che queste cifre vengano alleggerite”. Dai dati forniti dal Ministero dell’Economia si evince infatti che per i trasporti il Comune di Benevento spende il 337% in più rispetto alla media degli altri capoluoghi italiani. Per gli asili nido e il sociale, invece, il 21% in meno della media nazionale. Il ritorno economico in servizi forniti ai cittadini a Benevento è pari al -33%.  Una tendenza che va senza dubbio invertita con impegno e lungimiranza e che dimostra l’importanza di rendere i cittadini partecipi del bilancio.