Paolo Angeli è indiscusso protagonista del secondo appuntamento di Riverberi. Nella magica Cornice del Giardini di Palazzo Casiello, ieri sera, le note di Angeli hanno dato vita ad una serata fatta di respiri etnici e onde romantiche. Il carattere sardo del musicista che riesce ad elaborare nuove sonorità ha catturato l’interesse del pubblico. Interessante il racconto della sua vita: da quando era bambino sognava di essere un violoncellista ma suo padre gli faceva suonare la chitarra. Allora il piccolo Angelo usava l’archetto sulla chitarra. È proprio da qui che nasce l’idea della sua chitarra sarda preparata, strumento a 18 corde, un ibrido tra chitarra baritono, violoncello e batteria, dotato di martelletti, pedaliere, eliche a passo variabile. Così rielabora, improvvisa e compone una musica inclassificabile, sospesa tra free jazz, folk noise, pop minimale. Nel 2003 su richiesta di Pat Metheny, progetta un nuovo modello di chitarra sarda preparata, lui la chiama sorella della prima, uniche al mondo. Le note che riesce ad ottenere da questo affascinante strumento sono più lunghe e l’approccio del musicista verso la sua creatura è fatto di dolcezza, forte temperamento e un pizzico di caparbia esigenza, per ottenere il meglio da ascoltare. Insomma, una piccola orchestra! Il concerto “Solo per Chitarra Preparata” ha portato a Benevento alcuni brani dei progetti musicali di Paolo Angeli da “Satira danzante” a “Primavera Araba”per arrivare a “Mascaratu” luogo vicino al suo paese dove spesse volte incontra Peter Gabriel.

Riverberi continua oggi, alle 21, al Chiostro di Santa Sofia doppia performance: il paesologo Franco Arminio che recita un testo di sua produzione, “Ospitalità”, accompagnato dai musicisti Pasquale Pedicini e Sergio Casale, a seguire la straordinaria voce di Maria Pia De Vito e le melodie del piano di Huw Warren in “Dialektos”, una miscela di sonorità brasiliane e napoletane che si contaminano alla perfezione.