Mezzi scemi. O scemi al centopercento. Ce ne sono tanti. I più parlano soltanto, invano: il Mondo n’è pieno… Altri lo sono, ma per fortuna – soprattutto la loro – tacciono. Alcuni, per fortuna pochi, scrivono.

Scrivono anche di calcio, ahinoi, dissertano, tradendo, oltre alla personale condizione, una profonda ignoranza. E, a volte, sono mossi, non dal normale istinto da primate con il pollice opponibile al quale viene posta davanti una tastiera di pc, ma perché scossi da un’irrefrenabile pulsione, derivante dal proprio smisurato complesso d’inferiorità, dalla frustrazione del proprio essere (appunto, uno scemo!). E quindi scrivono.

Se il Cielo gli desse, almeno una volta nella vita, la possibilità di avere un momento di saggezza, lungo abbastanza per farli rendere conto di quante s…cemenze hanno scritto… Dubito, non nella bontà infinita del Cielo, ma nella possibilità di barlumi di saggezza in costoro che, sicuramente ignari, continuano a scrivere, e ancora a scrivere.

Statistica: su cento persone che poi leggono, novantanove capiscono immediatamente che si tratta di scemenze. Uno ne rimane e, purtroppo, quasi sempre è scemo quanto chi ha scritto. Percentuale trascurabile (l’1%!), ma che fa comunque numero. E, scemo qual è, finisce con il credere a quanto letto, a tramutarlo in “opinioni”… Se ci pensate, è un meccanismo perverso, quasi pericoloso.

Sì, perché fino a quando si vergano opinioni, per quanto bislacche, esse rimangono tali: ognuno ha le sue, per quanto discutibili! Ma, quando invece si scrivono scemenze spacciandole per verità, per dati incontrovertibili, per riscontri oggettivi… e c’è qualcuno che alla fine ci crede beh, c’è poco da fare. Però bisogna essere vigili… perché gli scemi talvolta possono essere nocivi.

C’è uno scemo, abitante in una bella città vicina alla nostra, che rappresenta l’esempio lampante di quanto ho su scritto. Frustrato, perché messo in disparte (incapacità?), egli scrive, e scrive, e scrive… Vomita scemenze, persevera in un personalissimo strampalato «j’accuse» ogni qualvolta la sua squadra del cuore perde… E quando scrive del Benevento… apriti cielo! E passa alle offese, più o meno dirette, a denigrare, a ridicolizzare (secondo il suo personalissimo punto di vista…) squadra, società e tifosi giallorossi.

Mi chiedo: ma il D.A.SPO. non è applicabile anche a chi, a mezzo stampa, direttamente o indirettamente offende e provoca i tifosi avversari? Non è applicabile agli scemi da tastiera che, quotidianamente, seminano zizzania innescando potenziali dissapori tra le varie tifoserie, altrimenti pacifiche, corrette e rispettose l’una dell’altra? Con l’aggravante, aggiungerei, che altri soggetti (scemi ex aequo) inevitabilmente reagiscono, rilanciando?

Meditate tifosi cari, meditate. E segnalate, denunciate, perché, come recita un vecchio detto dialettale, “u dritt mor’ semp’ p’mman d’u’ s…cem!”. La traduzione è superflua, speriamo.

Meno ventuno, ma lo scemo indefessamente insiste…

Chi può gli levasse il pc o, almeno, lo spegnesse. Per favore.