(Serenella Rullo) – Ho aperto il vocabolario d’italiano, per una ricerca, e mi ha colpita la parola “offesa“. La definizione è: atto a comportamento lesivo della dignità.

Ho pensato a quante volte e a quante persone  si  reca questo tipo di offesa, e si è  aperta una voragine. Chi offende? Chi viene leso nella propria dignità? Non è difficile colpire qualcuno deridendo, umiliando, insultando, insinuando… A volte lo si fa anche involontariamente. A volte…

Sigmund Feud

Le spinte a certi atteggiamenti sono infinite. Si colpisce il diverso (religione, colore della pelle, nazionalità, convinzioni politiche), l’handicappato, la donna in quanto debole, il sottoposto sul lavoro ecc. Perché? Ci vorrebbe Freud, qualora fosse coinvolto il subcosciente. Servirebbe un bravo sociologo per scoprire disagi nascosti. Un prete  potrebbe comprendere e risolvere  problemi di coscienza. Fatto sta, che la dignità  di ogni persona è un bene inestimabile nell’uomo, nella donna, nel bambinoNon contano posizioni sociali o  ricchezze o superiorità  culturale: conta l’educazione al rispetto dell’altro. Purtroppo è quanto manca oggi, per la situazione sociale e politica in cui si trova la gente.

Chi non riesce a realizzarsi o non coltiva più fiducia nelle istituzioni  (dalle quali non sempre giungono  attestazioni di rispetto per i cittadini, attenzione alle loro necessità,  interventi adeguati ai bisogni) inasprisce i comportamenti a spese del prossimo. Il problema più grande è la mancanza della prima fonte di dignità  per un uomo, cioè il lavoro, e chi ne è privo non stima nemmeno se stesso. Aggiungendo la protervia di chi si sente superiore e ritiene di avere più diritti degli altri e di potere, quindi, impunemente infischiarsi di tutti, aumentano diffidenza e ostilità.  C’è  ancora chi esclama:«Lei non sa chi sono io!». E magari è qualcuno che dovrebbe, invece, umilmente mettersi a disposizione.
Questo clima favorisce l’incattivirsi e la propensione all’offesa. I tanti episodi  di attacchi alla dignità  altrui che si stanno verificando in questi giorni (anche sotto forma di vere e proprie  aggressioni fisiche)  raccontano da soli il disagio e la povertà  morale diffusi.