C’è un fascino arcano nelle favole, nelle leggende, nei racconti che trattano di fate o maghi o, soprattutto, streghe.

“Soprattutto”, direi, considerando le mie origini beneventane, naturalmente. Rendere realizzabili progetti,  sogni e anche ambizioni suscita il desiderio di affidarsi veramente a poteri soprannaturali per cambiare tante cose.
Una formula magica e i buoni vincono sui cattivi. Un colpo di bacchetta e i ladri, i prepotenti, gli assassini si trasformano in rospi. Un incantesimo e i politici incapaci, impreparati, arroganti, invece di parlare (quasi sempre a vanvera), ragliano. Meraviglioso!

Certo, ci sarebbe in quest’ultimo caso un insopportabile concerto, ma i buoni potrebbero agire indisturbati. Ci pensate? Tutto andrebbe nel modo migliore: la corruzione, la miseria, la mancanza di lavoro, il razzismo incombente, la Scuola deprezzata, la disonestà e le ruberie, la disuguaglianza sociale, l’arroganza di certi governanti… tutto finito!

Sarebbe la realizzazione di un sogno che tutti abbiamo nel famoso cassetto. Perché no? Perché non si riesce a vivere nella normalità piuttosto che in un Paese quasi devastato da problemi che, a quanto pare, nessuno riesce a risolvere e ai quali le gente pare rassegnata quando non ne diventa complice?

Sapete che c’è? Al prossimo sabba, sotto il mio noce, non mancherò e verranno giorni amari per molti!

P. S. Sentite le ultime notizie? Troppi sabba ci vorranno…

“…unguiento unguiento
mandame alla noce de Beneviento
supra acqua et supra viento
et supra omne maletiempo
…”

Firmato:  Manolonga e Zucculàra, Streghe.