Non nutro particolare simpatia per il “Primo Cittadino” della città in cui vivo, ma stavolta, per la prima volta, mi trovo ad essere in piena sintonia con lui.

Quando, in risposta alle recenti esternazioni televisive di Massimo Giletti e Matteo Salvini, il sindaco Luigi De Magistris afferma che <certa gente, prima di parlare di Napoli, dovrebbe sciacquarsi la bocca>, egli usa un linguaggio addirittura troppo signorile ed elegante.

Esistono altre metafore, ben più dirette e pungenti di quanto non lo sia quella del richiamo ad un’accurata igiene orale, ma le lascio volentieri alla fantasia del lettore. Anche se, a dir il vero, quando la bocca non è solita emanare “soavi effluvii” è difficile che, per quanto la si possa lavare o disinfettare, il problema lo si possa facilmente risolvere. Si sa, l’alitosi è una malattia che parte dall’interno degli apparati gastro-intestinali e quindi dall’interno del corpo, così come la cattiveria dal profondo dell’animo umano, ed estirparle è sovente un esercizio molto complicato, se non proprio impossibile.

Ebbi la sfortuna di perdere mio padre quando ero nel pieno della mia adolescenza, ancora minorenne e “piscitiello di cannuccia”, come si usa dire qui a Napoli. Ma nel corso dei pochi anni in cui ho potuto godere della sua straordinaria saggezza, ho avuto la fortuna di ricevere da lui tanti consigli di cui, ancor oggi, faccio tesoro per la mia vita.

Uno di questi, neanche forse il più importante, era quello che non avrei mai dovuto sentirmi seriamente umiliato ed offeso quando a farlo, o tentare di farlo, fossero state persone stupide ed ignoranti, ma, viceversa, di farci sopra una bella risata. Aggiungeva, poi, che non mi sarei mai dovuto offendere neanche se avessi ricevuto, nel corso della mia vita, un’offesa o un’umiliazione da chi, invece, poteva sembrarmi “culturalmente” superiore, ma di darmi piuttosto da fare per tentare di superarne il grado di cultura. Alla fine la vera umiliazione l’avrebbe subita lui.

Nel corso della trasmissione domenicale “L’Arena”, in onda su RAI-UNO lo scorso 1 novembre, il giornalista-conduttore Massimo Giletti, rivolgendosi con protervia ed arroganza, nonché con tono di voce sostenuto, all’Avv. Antonio Crocetta, il quale aveva manifestato forti perplessità sulla correttezza comportamentale della TV di Stato nel voler sottacere la reale portata dei problemi napoletani dovuti alla mancanza di adeguati investimenti, ha “gridato” le seguenti parole << Questo non glielo permetto, perché in Rai c’è gente che fa un lavoro straordinario, non solo io – (il signore non pecca certo di immodestia! n.dr.), e voi iniziate a far andare avanti la vostra città, fatela mettere a posto che è indecorosa in alcuni punti ed è abbandonata e se lei esce dalla “centrale della stazione” – (testuale ! n.d.r.) – trova solo immondizia in tutti i vicoli e i cittadini onesti di Napoli stanno ancora aspettando che qualcosa si pulisca. Lei non dia regole alla RAI, perché la Rai ha fatto un grande lavoro andando anche a raccontare con film e fiction i problemi della camorra>>

Del resto, se il significato  della parola latina “Arena“ è “Piazza”,  non ci si deve meravigliare più di tanto se qualcuno ne approfitti per inscenarvi  “piazzate” !

Puntuale ed immancabile la “sponda” offerta dal segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, anch’egli presente in studio al quale non è sembrato vero “spalleggiareGiletti, uscendosene con l’affermazione, anch’essa degna delle peggiori “piazze”, <<Napoli è nel baratro. C’è spazzatura ovunque, non funziona nulla, dai mezzi pubblici alla delinquenza.  Mi scrivono i napoletani in diretta per raccontare queste verità>>

Mi chiedo: ma dove l’avranno trovato poi, i “napoletani”, il tempo per scrivere “in diretta” tutte queste cose a Matteo Salvini ?  Tanto più che è noto l’amore che i partenopei (e non solo, i meridionali in genere) nutrono per per il leader leghista. Quando egli, nell’ultima campagna elettorale, tentò di parlare a Napoli, riuscì soltanto a fare una buona scorta di ortaggi che, credo, ancora oggi riempiano le sue dispense domestiche!

Quello che è sfuggito, invece, a Giletti (non tanto a Salvini che, essendo un politico, è anche normale che faccia politica e tra l’altro ci ha abituati alle sue farneticazioni contro i meridionali) è che la RAI è servizio pubblico, e che l’utilizzo del mezzo televisivo per esprimere opinioni personali, specie se a scopo propagandistico e denigratorio è un reato.

Egli, nonostante affermi “motu proprio” di effettuare “un lavoro straordinario”, dimentica che quel lavoro gli è pagato con soldi pubblici, compresi quelli di quei napoletani che ha gratuitamente offeso. Tanto più che quanto da lui affermato, in ordine all’immondizia che regnerebbe sovrana nei vicoli intorno alla stazione centrale di Napoli, è assolutamente falso .

Il giornalista RAI, anziché, poi,  scusarsi con Napoli ed i napoletani, ha poi rincarato la dose definendo, ieri, al “Giornale” il capoluogo partenopeo “sporco e malavitoso”.

All’appello dello stereotipo mancavano soltanto il Vesuvio, la pizza, la sfogliatella e il mandolino. Un vero e proprio attacco politico e mediatico, malcelatamente di tipo “razzista” di cui l’ ”anchorman (?) dovrebbe soltanto vergognarsi.

Ciò detto, nessuno può nascondersi.

Napoli ha tanti problemi, è vero, ma nulla di più, e nulla di meno rispetto a tante altre metropoli italiane, europee, mondiali.

E’ una città bellissima, viva, reattiva, fatta di tanti giovani che intraprendono nuove iniziative commerciali ed imprenditoriali. Napoli non è più un semplice passaggio di crocieristi che vanno a visitare Capri o Sorrento. I vicoli, il Decumano, il Centro Storico abbondano di turisti provenienti da tutto il mondo che restano estasiati al cospetto di tanta bellezza.

I monumenti, le Chiese, i vicoli raccontano la storia e la cultura di una civiltà ultramillenaria.

Mi piace riportare le parole dell’artista napoletano Lello Esposito, che risponde alle infamanti accuse così come m’aveva insegnato mio padre, con una risata ed una battuta: “Succede spesso così. Nel meraviglioso mare che è Napoli arriva un polipo che spruzza un po’ di nero. Sembra che sia un dramma, invece il mare meraviglioso che ha questa città in un attimo cancella quell’inchiostro e torna ad essere limpido e meraviglioso“.

Ah, quanto aveva ragione mio padre! Se la predica viene da quel “pulpito”, offendersi diventerebbe soltanto “offensivo”. Per noi stessi.

Le persone intelligenti non possono sentirti offese dagli stupidi. E il napoletano, ma in genere l’uomo del Sud,  è MOLTO intelligente. Lo è per antonomasia, e questo, qualcuno, evidentemente lo soffre.

Da sempre è così, e così sarà sempre.

Ma poi, vogliamo parlare di Torino, città del giornalista? Non serve. Basta cliccare qui http://www.torinotoday.it/social/segnalazioni/degrado-urbano/

E che dire di Milano, quella tanto decantata “capitale morale d’Italia” come l’ha ultimamente definita il “napoletanoRaffaele Cantone ? Un bel click qui, e il gioco è fatto http://www.milanotoday.it/tag/degrado/?refresh_ce

Le immagini, ed il contenuto, si commentano da sole. E non si tratta di giornali napoletani !

Napoli, al cospetto, è un’oasi incontaminata. E poi c’ha il mare!

Ma fa che, sotto sotto, sia soltanto invidia?

(Foto di: www.skyscanner.co.in)