No comment…

(Serenella Rullo) – La signora, piuttosto in carne, col viso paonazzo per il sole italiano e qualcosa di informe sulla testa, avanzava tra i fori romani. Ben lontana dalle eteree vestali, sfoggiava bermuda variopinti e una camiciola, di taglia decisamente striminzita, che lasciava arieggiare il… pancino. Ai piedi, sandali informi ma certamente comodi. Quello che era presumibilmente suo marito si intonava alla perfezione: diversamente magro, maglietta “I love Italy”, calzoni alla zuava, ciabatte  – appena sceso dal letto – e, perché no, paglia sulla testa. (In caso di pioggia, soprascarpe e copricappello di plastica trasparente già pronti.)

Nella stessa comitiva, uno spilungone made in USA: capelli lunghi e radi legati a coda, faccia scavata, jeans stinti e canotta a scoprire tatuaggi vari, infradito di colore incerto, masticava qualcosa con movimenti labiali aritmici e sofferenti. La sua “lei” o il suo “lui”,  non si percepiva la differenza, coperta, si può dire, da un poncho raccattato da qualche peon probabilmente in sudamerica, sembrava digiuna da mesi per l’espressione incomprensibilmente mistica, forse dovuta a una sniffatella… Il rimanente del gruppo non era, decisamente, vestito da “Armani”.
Perché? Ma perché?!?
Magari nel loro Paese non si conciano così, ma per fare i turisti abbandonano ogni pudore e ammorbano le vie delle città italiane belle, artistiche, eleganti, come tante armate Brancaleone.
Ci vuole una legge che vieti a questo pecorame di procurare acute sofferenze a chiunque abbia la sventura di trovarselo tra i piedi.
Siamo avvezzi alla Bellezza, qui.