Sabato 26 settembre alle ore 16:45 inizierà ufficialmente l’anno associativo 2015/2016 per l’Azione Cattolica diocesana con l’Assemblea d’inizio anno, presso l’Aula Magna del Seminario diocesano di Cerreto Sannita, intitolata “Si alzò e andò in fretta – Nella misericordia la forza di farsi prossimo” e dedicata alla questione del dramma dei profughi, sentendo l’Ac diocesana la responsabilità di promuovere riflessioni costruttive e concrete azioni di accoglienza e fraternità. Aprirà i lavori una lectio sul brano di Vangelo dell’anno associativo, la visita di Maria ad Elisabetta (Lc. 1, 39-56), tenuta dall’assistente unitario ed Adulti don Pino Di Santo. Successivamente interverrà il presidente diocesano di Ac Vittorino Onofrio che spiegherà gli orientamenti per il nuovo anno associativo.

Un anno che dovrà essere evidenziato dalla dimensione dell’andare e che l’evangelista Luca, appunto, ci propone attraverso la dimensione del viaggio: Maria dopo l’annunciazione si alza e va da Elisabetta, va verso la città per condividere la gioia dell’attesa. Attraversare le strade andando incontro all’altro, animati dalla passione per la città e con la disponibilità a lasciarci cambiare dagli incontri lungo la strada perchè ogni viaggio apre orizzonti nuovi e prospettive diverse. Sul tema dell’immigrazione e dell’accoglienza racconterà la propria esperienza padre Antonio Guarino, assistente del Centro Immigrati Campania Fernandes di Castel Volturno e parroco della “parrocchia degli immigrati”. Seguirà, infine, un dibattito conclusivo.

Il Consiglio diocesano di Azione Cattolica condivide appieno l’appello della presidenza nazionale sulla questione dell’immigrazione. “Proprio nel momento di grave crisi attuale, tuttavia, occorre recuperare lucidità di analisi e coraggio per compiere scelte decisive. È bene dunque tenere distinti due piani. Da un lato bisogna ricordare le cause profonde che spingono i migranti a scappare dalle terre d’origine: esse sono spesso legate anche a scelte economiche e politiche rispetto alle quali l’Occidente ha molte responsabilità, passate e recenti. In secondo luogo, il giudizio globale nei confronti del fenomeno migratorio va tenuto distinto dalle modalità di gestione dell’accoglienza. Proprio nel momento di grave crisi attuale, tuttavia, occorre recuperare lucidità di analisi e coraggio per compiere scelte decisive. È bene dunque tenere distinti due piani. Da un lato bisogna ricordare le cause profonde che spingono i migranti a scappare dalle terre d’origine: esse sono spesso legate anche a scelte economiche e politiche rispetto alle quali l’Occidente ha molte responsabilità, passate e recenti. In secondo luogo, il giudizio globale nei confronti del fenomeno migratorio va tenuto distinto dalle modalità di gestione dell’accoglienza. E in questo l’Europa si è dimostrata fragile e disunita, non riuscendo a mettere in campo un vero piano d’integrazione ma lasciando spazio, nei singoli Paesi, a situazioni sempre più emergenziali e disumanizzanti.  […] Mentre capita spesso di leggere o ascoltare slogan vuoti e argomentazioni superficiali, esortiamo i soci di AC a considerare il fenomeno migratorio nella sua complessità. In quanto tale, esso potrà risolversi non grazie a un singolo evento, ma avviando un processo che abbia al centro la dignità della persona e lo spirito evangelico di misericordia e accoglienza. Allo stesso tempo, nessuno può sentirsi estraneo alle vicende di questi giorni. Ciascuno di noi, dunque, ha il compito di non lasciare prevalere l’indifferenza e la superficialità, ma di impegnarsi in prima persona, anche nei propri contesti locali, affinché la solidarietà e la sapienza prevalgano sull’egoismo e l’impulsività”.