Ciò che è accaduto Sabato scorso nel campionato di Eccellenza di Rugby ha dell’incredibile!

Il sannita Luca Calandro è stato nominato “man of the match” della gara Lazio – Fiamme Oro valevole per la prima giornata di campionato, portandosi a casa la tanto ambita “cravatta”. Ma ciò che ha sorpreso di più non sono state le doti tecniche del giocatore che hanno permesso alla sua squadra di battere le più quotate Fiamme Oro con il punteggio di 19-17, in una gara tra presente e passato, piuttosto la rivincita nei confronti di quell’episodio di “doping” che, a mio parere, stava ingiustamente penalizzando la carriera di Luca.  Ecco cosa è accaduto.

Nel 2014 Luca giocava proprio nelle Fiamme Oro, con la quale ha anche vinto la Coppa Italia di Eccellenza, con il titolo di migliore in campo nella semifinale del torneo.  La gioia per Luca è stata tanta, anche troppa, e forse proprio in quei festeggiamenti ha compiuto una bravata che gli è costata molto cara. Nel test successivo alla finale, Luca è risultato positivo al “doping”. Scoppia il caso e Luca viene escluso dal team delle Fiamme Oro, tartassato dalla stampa nazionale. Ma data la sua buona fede, dopo una breve squalifica, la Federazione di Rugby gli ha permesso di tornare in campo per dare sfogo alla sua più grande passione, e la sua presenza si è fatta subito notare.

Chiunque può commettere uno sbaglio, la storia di questo ragazzo è l’esempio che a tutto si può rimediare. Luca non mai mollato, nemmeno un centimetro, proprio come in campo. Siamo lieti di questa notizia che segna la rivincita di un bravissimo ragazzo, uno sportivo di classe, un vero guerriero sannita.

Complimenti Luca!