(Luciaelisa Luongo) – In questo periodo l’Italia sta trascorrendo un periodo molto difficile e resistere è davvero faticoso. I cittadini, dopo i vari decreti emanati dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dovrebbero comprendere che è opportuno restare a casa e uscire solo in casi di estrema necessità. Basta scorgere le notizie sui social network, sfogliare un giornale o semplicemente accendere la televisione e, su ogni canale, la stessa notizia rimbomba tra le pareti delle nostre case: il dilagare del coronavirus, nemico invisibile degli uomini.

Questo virus ha privato del nostro quotidiano, mettendo a dura prova la vita sociale di ognuno, soprattutto l’affetto negato verso gli altri. L’amore, vincolo pregnante nella vita di ognuno, è fondato su sentimenti molto forti come le sensazioni e la condivisione; ingredienti vivamente sconsigliati durante questa fase così delicata e fragile.

Molti cittadini però, soprattutto i giovani, non accettano di restare in casa. Vorrebbero uscire, incontrarsi con qualche amico al bar o, in alcuni casi, incontrare quel ragazzo o ragazza che suscita dentro di essi passioni molto forti.

E anche i bambini sono anche coloro che soffrono molto questa problematica. Rinchiusi in casa, senza poter andare al parco a giocare o fare una semplice passeggiata. Se, invece, chiedono ai genitori perché non si può uscire, loro inteneriti rispondono che la “bua” è li fuori e bisogna proteggersi.

Ora ognuno ha la possibilità di vedere chiunque della propria cerchia di affetti o amici, tramite lo schermo del proprio smartphone. Ma, generalizzare con il termine chiunque è appropriato, perché in casa non siamo soli ma normalmente si vive con i propri genitori, o con il coniuge, i figli e/o altri parenti.

Durante questo periodo è necessario riscoprire i veri affetti familiari, problema che facilmente si trascura durante la normalità quotidiana. Ad esempio, s’iniziano a sperimentare nuove ricette con le proprie mamme o intraprendere insieme ai propri figli una nuova attività…

Non tutti siamo abituati a confrontarci con le parole, poiché di solito si dice che i gesti solitamente comunicano più di mille parole, ma in un momento così difficile è importante invece essere prudenti e lasciare il posto al dialogo, al rivalutare il più antico e – credo – efficace mezzo di comunicazione: la parola…

Alla fine andrà tutto bene, e noi, lo spero, saremo migliori.