La memoria delle lotte e delle conquiste che hanno determinato l’affermazione di diritti civili è un dovere irrinunciabile di ogni società che ambisca a migliorare se stessa, riconoscendo inoltre il coraggio e la determinazione di quanti ci hanno preceduto e sulle cui “spalle” abbiamo costruito il nostro presente.

Secondo tale spirito, i giovani dell’Istituto “Virgilio” – Benevento e nello specifico gli allievi del Liceo Classico di San Giorgio del Sannio, hanno ricordato, nella mattinata del 30 novembre, presso l’Auditorium “Cilindro Nero” di San Giorgio, i 70 anni dal voto alle donne.

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L’incontro ha registrato il saluto della Dirigente del “Virgilio” prof.ssa Maria Buonaguro, che ha ricordato il significato civile e politico del voto alle donne e l’importanza di ricordare, ai tanti giovani presenti, ma anche ai tanti meno giovani,  fatti e circostanze che hanno inciso profondamente nell’organizzazione sociale del nostro paese determinando l’affermarsi di diritti nei confronti delle tante cittadine fino ad allora relegate, per volontà culturale e politica, al solo ruolo di madri e casalinghe.

La manifestazione ha inoltre registrato la presenza come  relatori, del Prof Mario Pepe Sindaco di San Giorgio del Sannio, già deputato della Repubblica, nonché docente di Storia e Filosofia, del ricercatore storico prof. Mario Rovinello e della Coordinatrice della sezione “donne e memoria ”, prof.ssa Laura Capobianco, entrambi membri dell’Istituto Campano per la storia della Resistenza e dell’Antifascismo  “Vera Lombardi” di Napoli. Presenti, oltre agli allievi ed i docenti del “Virgilio”, due classi dell’Istituto Comprensivo “Rita Levi Montalcini”di San Giorgio con i loro docenti.

Gli allievi del Liceo Classico hanno raccontato le vicende delle rivendicazioni delle donne al voto partendo dal movimento delle Suffragette in Inghilterra, fino ad arrivare, grazie anche all’uso di slide da loro organizzate e proiettate alla platea dei presenti e commentate con calore, ai movimenti femministi nel mondo e alla conquista del diritto di voto alle donne anche nel nostro paese.

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L’intervento di Mario Pepe, che ha riconosciuto agli allievi elaboratori della ricostruzione storica competenza e consapevolezza del tema in oggetto,  ha coinvolto poi i presenti sul significato del voto come affermazione della dignità di tutti i cittadini, come diritto costituzionale, ma soprattutto come riconoscimento dell’esercizio di rappresentanza politica e sociale, un diritto, ha ricordato, che va esercitato se si vuole diventare protagonisti della nostra “polis” e dunque delle scelte della comunità a cui apparteniamo.

Sentito l’intervento del prof. Rovinello che ha tenuto a sottolineare il significato ed il valore cruciale della memoria in una comunità che ha registrato, nel suo percorso storico, il passaggio da un governo autoritario e dittatoriale come è stato il Fascismo, ad uno democratico e partecipativo come quello nato il 2 giugno 1946 a seguito di libere elezioni. Le elezioni del ‘46 hanno consentito la nascita di un’Assemblea Costituente, con il compito di redigere la nostra Costituzione, di un sistema repubblicano e di un libero Parlamento eletto dai cittadini, istituzione quest’ultima in cui spiccavano 21 donne che divennero portavoce delle esigenze, fino ad allora inascoltate, di tutte le italiane, madri, lavoratrici, spose e studentesse, chiedendo uguaglianza tra i sessi, tutele lavorative, sostegno familiare, garanzie per la maternità e pari opportunità formative e professionali.

Appassionato l’intervento della Capobianco che ha voluto ricordare come le donne, ancora oggi, non vedono loro riconosciuti, a pieno, quei diritti che qualificano una democrazia matura, al di là dei diritti politici, conquistati nel ’46 in Italia, ma ancora assenti in tante parti del mondo,  ad esse manca ancora, ha affermato, tropo spesso, l’autosufficienza economica regalatole dal lavoro e, ancora più grave, la libertà di disporre del proprio corpo, come i tanti episodi di femminicidio che la cronaca quotidianamente testimonia.

Ella ha ricordato poi il faticoso e difficile percorso che le donne hanno compiuto per liberarsi dal patriarcato ed il ruolo che esse hanno avuto nella storia del nostro paese, dal compimento dell’unità italiana nel 1861, fino al riscatto dal nazifascismo con la partecipazione alla lotta partigiana. Ha ricordato poi le tante associazioni di donne nate nel secondo dopoguerra per convincere il mondo femminile  alla partecipazione politica, combattendo contro la diffidenza maschile nei confronti di un esercizio, quello del voto, che certa cultura di stampo ottocentesco vedeva non realizzabile per le donne a causa di certa componente emotiva che avrebbe compromesso la capacità di decidere e legiferare.

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Viva la partecipazione dei giovani presenti che non hanno fatto mancare domande e argomentazioni anche critiche nei confronti di alcuni temi trattati, momento dunque di condivisione e presa di consapevolezza che ha prodotto visibili effetti di crescita civile collettiva, ma anche di maturazione del significato più profondo di quella affettività che dovrebbe fungere da tramite certo in tutti i rapporti umani, per la maturazione del rispetto reciproco e della  valorizzazione dell’altro, a prescindere da idee diverse, culture diverse, ma soprattutto dal genere di appartenenza.