Il giovane cantautore sannita Paolo Gallaro sta preparando il suo primo album, mentre già i brani “Batistuta” e “Stupida stronza” hanno riscosso il successo meritato. La sua musica originale e “scanzonata” incuriosisce gli addetti ai lavori e ha appassionato anche noi. Gli abbiamo fatto qualche domanda?

Come ti sei avvicinato alla musica?

Non ricordo un momento preciso. Sicuramente quando mio nonno mi regalò la prima chitarra all’età di 10 anni, qualcosa è cambiato.

Prima di questo brano hai scritto o registrato altre canzoni?

Scrivo canzoni da quando ho 15 anni. Da qualche parte dovrei avere ancora una musicassetta dove registrai le mie prime canzoni (che non ho fatto ascoltare a nessuno), però le prime canzoni “mature” le ho scritte e registrate in questo ultimo anno.

È pronto anche l’album?

Non mi fermo mai. In questi mesi ho continuato a scrivere. L’idea dell’album c’è, manca poco.

Credi nei talent?

No, non credo nei talent ma non giudico chi intraprende questa strada. Ritengo che sia una via che disintegri la tua identità musicale. Sarai in grado di reggere un palco e muoverti da vera pop star, ma quanto ci sarà di realmente tuo in quello che scrivi e che fai?

Quanto c’è di Paolo nelle sue canzoni?

Ogni cantautore mostra dei lati di sé nelle proprie canzoni. In ” Batistuta” c’è tanto di Paolo, delle sue esperienze, delle sue influenze e delle sue ispirazioni. Spero che anche gli ascoltatori possano ritrovare un po’ di sé in quel che scrivo.

Quanto pieghi la musica alle parole o è il contrario?

Bella domanda! In realtà dipende dai momenti. Alcune canzoni le ho scritte in posti e occasioni impensabili… ma va bene così. Io credo che una volta trovato il flusso di coscienza bisogna buttare giù tutto quello che si pensa.

Il tuo cantautore preferito?

Lucio Dalla. A lui devo moltissimo. Fa parte di una serie di ispirazioni che mi hanno salvato la vita. Infatti il mio EP è dedicato a Dalla ma non solo. Ho voluto dedicare “Batistuta” anche a Massimo Troisi. Sono cresciuto con i suoi film e quando mi dicono che somiglio a lui, mi fanno uno dei complimenti più belli che ci possano essere.

Un sogno di Paolo?

Scrivere una canzone per Vasco Rossi, suonare su un palco importante… quanti ne vuoi?

La tua musica in una parola?

Leggera. Credo fortemente che la leggerezza salverà il mondo! Quindi ho provato a scrivere testi leggeri, semplici ma non superficiali. In questo mondo dove si urla e si sente il dovere di prevaricare sempre su ogni idea o persona, ho pensato che un po’ di vita semplice potesse essere un antidoto contro l’aggressività.