(Serenella Rullo) – Comunicano su messenger. Si scrivono  per ricordare, commentare, progettare un incontro. A volte trascorrono una serata in pizzeria.

Non  tutti, perché gli impegni sono tanti e diversi ed è difficile liberarsi nello stesso giorno, ma si incontrano su internet. Appena uno di loro scrive qualcosa, una serie di  trilli avverte tutti che c’è un messaggio. Fioccano immediatamente “faccine”, “like”, qualche “vediamoci presto“. Compare anche un “sì, maestra“. Sono tutti adulti, hanno famiglia, ma tornano un po’ bambini nell’anima quando si ritrovano  a “chattare” con la vecchia insegnante…

Affiorano ricordi. Ritornano con la mente a quando erano scolaretti e ripensano, con gioia, ai giorni passati sui banchi di scuola.
È molto bello. È gratificante. E, se ancora amano la loro maestra, la loro vita è stata spesa bene e ha fatto “la differenza” tra il sapere e il non sapere, tra la passività e la coscienza di se’, tra l’essere persone e il comportarsi da burattini. C’era un rapporto unico tra l’insegnante e la sua classe, venuto meno con le innovazioni non sempre felici, determinante per un lavoro difficile ma bello.
La scuola ha un ruolo fondamentale per la Società: oggi pare non trovare la giusta considerazione, da parte dei responsabili, per tornare ad essere un cardine nella formazione dei giovani.
Non si può tornare indietro, ma voler cambiare a tutti i costi, senza avere le idee chiare e la preparazione adeguata, non darà buoni risultati.
C’era, una volta, una scuola italiana di cui essere orgogliosi.
Oggi?