(Luciaelisa Luongo) – Si è tenuto presso l’Auditorium comunale “Cilindro Nero” a San Giorgio del Sannio un’interessante confronto tra la Costituzione italiana e quella Tunisina. Coordinatrice dell’evento è stata la docente del Liceo Classico “Virgilio” e giornalista Eusapia Tarricone e ad intervenire varie personalità. Ma la protagonista indiscussa dell’evento è stata la console della Repubblica Tunisina nel Mezzogiorno (Campania, Molise, Calabria, Puglia, Basilicata), la dott.ssa Beya Ben Adbelbaky Fraoua; accompagnata dal dott. Enzo Parziale, corrispondente per la Campania di “Assadakan” Associazione Italo Araba.

L’incontro ha avuto inizio con una dolce melodia attraverso la riproduzione del brano “Andro” di Kerscher con l’arpa, da parte di una giovane alunna del quinto anno. Successivamente calorosi sono stati i saluti del sindaco, il quale ha affermato che la cultura tunisina e costituzionale ci appartiene. Infatti questo privilegiato sostantivo appartiene al termine latino costitutio che significa unire. Essa è nata come democratica cioè come potere al popolo, il quale per ottenerla ha dovuto lottare e sacrificare se stesso. In seguito la parola è stata concessa al preside del liceo, parlando da un punto di vista scolastico. Di fatto nel mondo della scuola italiana il corpo docenti è per l’80% femminile, mentre il 70% sono dirigenti. Molto sentito è stato il momento in cui ha parlato dell’oltraggiosa violenza sulle donne, le quali non sono oggetto ma allo stesso tempo il ragazzo non deve difenderle poiché possiedono un cervello. Da ciò la differenza tra teoria e pratica, attraverso cui le donne e gli uomini, per legge, hanno pari diritti ma nella realtà la strada da percorrere è ancora molta.

A questo punto l’introduzione al tema è stato avviato dal dott. Enzio Parziale, il quale ha continuato il discorso del preside affermando che coloro che violentano una donna è perché sanno di essere deboli e anche in Tunisina un ruolo dinamico nell’istruzione appartiene alla donna. A questo punto si è omaggiato il ruolo di lei nella storia, prima con il 20 Marzo, attraverso la liberazione della Tunisia dopo sessantatré anni di calvario contro i francesi. La conquista del concesso al divorzio nel 1956 e nel 1973 all’aborto (molto prima rispetto all’Italia). La parola, poi, è stata concessa ai studenti del triennio, i quali sotto la guida della docente, hanno illustrato un confronto sulla nascita delle due costituzioni e alcuni articoli italiani e tunisini. Citato, a questo punto, Piero Calamandrei con un esemplare discorso davanti agli studenti universitari nel 1955 nel quale afferma:“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”. In seguito si è posto un nuovo rilassante momento, prima di accogliere nelle menti le sincere dichiarazioni della console, con un nuovo brano musicale intitolato “Siciliana” di Waddington eseguito con l’arpa.

La dott.ssa Adbelbaky Fraoua si è mostrata molto gentile e simpatica nei confronti dei ragazzi e dei presenti tutti. Ammette di trovarsi in Italia come se si trovasse a casa sua e aggiunge che il problema non si trova nel testo della Costituzione, se la parità di genere non è ancora possibile, ma nei parlamentari che non si impegnano a sufficienza a mettere in pratica la costituzione. Nonostante tutto i tunisini sono orgogliosi del loro documento ufficiale poiché per ottenerla, nel 2014, hanno dovuto procedere per una mobilitazione da ogni punto di vista, e non a caso a manifestare sono state soprattutto le donne. La console continua parlando dei suoi concittadini come una “società cosciente nella loro forza e chiara nei suoi diritti“. Successivamente spiega che in Tunisia la società si predispone per nuovi diritti anche sullo sport ed i disabili.
A questo punto i ragazzi sono intervenuti ponendole delle domande culturali e sociali, interrogandosi sulla condizione sociale della donna e lei risponde che alla donna tunisina è concesso sposare un non musulmano e poter eseguire qualsiasi lavoro. Da ciò ha molto incuriosito il fatto che il primo pilota in Tunisia è una donna e il 31% dei parlamentari sono donne, mentre il 71% eseguono un qualsiasi lavoro statale o privato tra cui ingegneri, insegnanti e architetti; a differenza dell’Italia dove è presente ancora una sostanziale differenza per le donne tra i due tipi di occupazione. Successivamente spiega che non è più obbligatorio per le donne utilizzare il velo, dopo la rivoluzione dei gelsomini e come parlamentari lo possono anche non mettere. È concesso, invece, vestirsi come vogliono. Per quanto riguarda la tecnologia le donne del nord della Tunisia sono molto più specializzate rispetto a quelle del sud. Infine un ultimo confronto tra Italia e Tunisia è stato sul tema giovanile. Infatti in quest’ultima ci sono molti più giovani, anche laureati, rispetto all’Italia con anziani sempre più impiegati nel mondo del lavoro rispetto ai giovani, e oltretutto ci sono sempre meno nascite rispetto alla Tunisia.

La console, prima di salutare, ha invitato i ragazzi ad andare a trovarla in Tunisia, proponendo un gemellaggio tra i due paesi del Mediterraneo per poi concludere in un patto. Ciò sarebbe molto interessante sia da un punto di vista culturale che sociale. Significherebbe una contaminazione di generi e un incontro con l’altro, per rassicurare che non esista più la diversità. Da ciò si impari che la donna che sia tunisina o italiana, ma anche di un altro paese mondiale va amata, rispettata e temuta. Solo lei è il vero valore della vita.